Ezio Pelizzetti, rettore di Torino

Anche se il mandato di Elio Pelizzetti potrebbe essere prorogato di un anno in vista dell’approvaione del nuovo statuto, all’Università di Torino è partito il toto-rettore e sono tanti i nomi dei possibili successori che si aggirano per i corridoi dell’ateneo. Per sapere se il mandato dell’attuale “magnifico” sarà prolungato bisogna attendere pochi giorni: il 27 settembre, giorno in cui il senato accademico dovrebbe approvare il discusso statuto, se ne avrà la conferma.

Tra i favoriti c’è Ezio Ghigo, preside di Medicina, che non nasconde un certo interesse ma evita di esporsi troppo. Se però nella corsa alla poltrona di preside non aveva rivali, questa volta oltre alla sua candidatura ce n’è un’altra, sempre proveniente dall’area medica, quella di Ferdinando Rossi, giovane preside di Psicologia, un po’ “estraneo” alla facoltà che dirige, perché laureato in medicina e da sempre nell’orbita delle neuroscienze. Lavora al San Luigi, nei laboratori della fondazione Cavalieri Ottolenghi. È una persona gradita a molti per la sua mitezza e per le capacità di gestione che ha mostrato finora.

Resta avvolta nel mistero, invece, la candidatura di Anna Maria Poggi. Molti dicono che l’ex preside di Scienze della formazione, si sia bruciata esponendosi troppo presto, altri che sia solo rientrata nell’ombra per presentarsi in un momento più opportuno. Nel caso di una sua candidatura, Poggi sarebbe la prima donna in lizza per ricoprire il ruolo di rettore dell’ateneo torinese.

Ma non è finita: a Palazzo Nuovo risuonano anche altri due potenziali candidature. Sergio Roda e Vincenzo Ferrone, entrambi dell’area umanistica, cui però non spetterebbe ancora il turno di “capo” dell’ateneo. Oltre a dover fare i conti con un calo del finanziamento statale che ammonta a 9 milioni di euro (dai 251 del 2010 ai 242 del 2011), i futuri candidati dovranno anche fare i conti con una previsione del nuovo statuto che preoccupa molti: se gli ordinari non riescono a ottenere modifiche, dal prossimo anno saranno tutti i ricercatori dell’ateneo a poter votare il rettore, oltre 900 persone che insieme potrebbero essere in grado di determinare la scelta.