tirocinio infermiere

Come previsto dal percorso formativo per diventare infermiere, la laurea rappresenta oggi una tappa obbligata per legge, la quale ha regolamentato di conseguenza anche il tirocinio da infermiere da svolgere per poter esercitare la professione.

Il tirocinio da infermiere che consente la formazione idonea per questo profilo professionale è differente dalla maggior parte dei periodi di apprendistato richieste per altre professioni, riguardando infatti un aspetto molto delicato legato a strutture pubbliche e alla salute dei cittadini, esso è compreso come “monte ore per conseguire la laurea triennale.

 

Il tirocinio clinico pratico da infermiere che viene assegnato agli studenti in base all’Università che si frequenta e parte da una media di ore di 400 circa per il primo anno, integrato con l’alternarsi di lezioni e sessioni di esame, fino ad arrivare a più di 600 ore per l’ultimo anno.

Lo studente infatti nel praticantato da infermiere deve essere in grado, sin dal primo anno di corso, di relazionarsi con le persone e con i pazienti , individuando i bisogni che sono alla base dei processi fisiologici, rispondere a tali esigenze e lavorare in sinergia con l’équipe di assistenza.

Gli obiettivi da raggiungere sono relazionati alla formazione teorica che si riceve, si va quindi dall’assistenza alla persona, alla sua igiene, all’alimentazione e all’applicazione della deontologia professionale fino ad arrivare, soprattutto nel secondo e al terzo anno, alla messa in campo delle competenze acquisite per l’applicazione delle prescrizioni diagnostiche e terapeudiche, all’interazione con il resto dell’équipe medica e la comprensione del funzionamento della sala operatoria.

Il tirocinio per diventare infermiere non prevede la retribuzione, né un rimborso spese e in considerazione del grande impegno che viene richiesto agli studenti, anche al di fuori dei giorni “canonici” della frequenza delle lezioni come giorni festivi o domeniche, questo aspetto è costantemente sotto i riflettori per orientare le politiche pubbliche al giusto riconoscimento per le attività e le prestazioni degli aspiranti infermieri a un buon livello di esperienza.