the job of my life lavoro germania

La Germania chiama, l’Italia risponde. Più di 5.000 su tutto il territorio nazionale i giovani che hanno partecipato finora al progetto “The job of my life”, nato da un accordo tra il Ministero del Lavoro italiano e quello tedesco, e coordinato da Eures – organismo che opera per la mobilità internazionale dei lavoratori, una delle varie azioni europee mirate a “combattere la disoccupazione e lo scollamento tra domanda e offerta all’interno del mercato del lavoro”.

Sono 400 i posti disponibili per giovani italiani qualificati di età compresa tra i 18 e i 35 anni (con qualche eccezione per gli under 40) che siano interessati a un lavoro in Germania. Ma quali sono i profili ricercati? Cuochi, elettricisti, saldatori, operatori turistici, ma anche ingegneri, medici e infermieri. E per chi se li aggiudica ecco un contratto di formazione con un contributo di 1.000 euro al mese garantito per almeno sei mesi.

La conoscenza della lingua tedesca non è un requisito fondamentale per tutti i profili ricercati: nonostante sia preferibile, per alcuni è sufficiente sapere bene l’inglese, anche perché “The job of my life” prevede anche corsi gratuiti di tedesco per i partecipanti una volta arrivati in Germania della durata di due mesi, ovviamente conciliabili col lavoro e, anzi, previsti dal contratto di apprendistato.

La fase di preselezione del progetto “The job of my life”, in 14 eventi sparsi sul territorio nazionale, è iniziata a febbraio e durerà fino ad aprile: per partecipare al primo colloquio in una delle città ancora disponibili bisogna registrarsi sul sito ClicLavoro, che riporta anche maggiori dettagli sulle varie posizioni ricercate, divise per categoria. E c’è da scommettere che lo stesso pienone ottenuto nelle giornate già svoltesi ci sarà anche nelle date ancora a venire.

Perché indubbiamente “The job of my life” è una buona occasione per chi voglia provare un’esperienza lavorativa all’estero, soprattutto considerando gli ultimi dati sulla disoccupazione giovanile in Italia, con un tasso che per la fascia di età tra i 15 e i 24 anni a dicembre 2012 si attestava sul 36,6 per cento, con un +4,9 rispetto al dicembre 2011, e il clima di austerity che per ora non incoraggia all’ottimismo.