Libri fotocopiati, denunciati in due a Firenze

Vendevano testi universitari fotocopiati, e non giusto due o tre copie. Sono oltre 1300 i libri sequestrati dalla Guardia di Finanza a Firenze nell’ambito dell‘operazione “Ippocrate”, intercorsa in alcune copisterie universitarie del capoluogo toscano.

Due le persone denunciate, titolari di altrettante copisterie in città, mentre per la precisione sono stati 1.369 libri fotocopiati sequestrati. Nei guai un 76enne di Novoli e un 58enne di Bagno a Ripoli accusati del reato di riproduzione abusiva di opere che ha portato anche al blocco di 11 macchinari che venivano impiegati nell’attività illecita. Un giro di affari di svariate migliaia di euro: solo i testi sequestrati – per lo più volumi universitari di medicina, matematica, chimica e biologia, valevano complessivamente 80.000 euro.

Tredici le copisterie coinvolte nella maxi operazione di controllo fiorentina, messa in atto dalla Guardia di Finanza, insieme ai funzionari della Siae: la normativa prevede infatti che di un testo possa essere fotocopiato al massimo il 15 per cento delle pagine e in nessun caso a fini commerciali, mentre per copie in proporzioni maggiori devono essere versati di diritti.

Nulla di tutto questo avveniva nei due esercizi incriminati: i libri venivano venduti agli studenti alla metà (o anche meno) del prezzo di copertina e addirittura in uno dei due casi l’attività veniva svolta completamente in nero. I due titolari denunciati ora rischiano da sei mesi a quattro anni di reclusione, oltre al pagamento di una ammenda fino a 15.493 euro, cui si somma una ulteriore sanzione che sarà proporzionata al valore commerciale delle opere copiate.

Non si tratta certo di una “prima volta”, casi analoghi sono stati registrati anche nelle ultime settimane in altre città d’Italia: a Pescara, dove venti giorni fa sono stati un centinaio i volumi sequestrati, e a Salerno dove oltre ai testi sono stati sequestrati dalle Fiamme Gialle lo scorso ottobre anche un hard disk e delle pen drive. 

In questo caso a fare scalpore è soprattutto la mole di testi illegali recuperati eppure a Sassari in primavera furono ben 1.500 i tomi requisiti, quel che è certo tuttavia è che la pratica risulta diffusa e ammessa con candore dagli stessi studenti che arrivano a scambiarsi alla luce del sole testi “pirata” su Facebook, grazie a pagine dal titolo insospettabile come “Libri universitari fotocopiati”.