aumento posti test d'ammissione 2016

Le polemiche sui test di ammissione non mancano mai, se poi capitano anche dei vistosi errori e disguidi durante lo svolgimento delle prove, le critiche e le proteste sono garantite. È quello che è successo alla Sapienza di Roma e all’Università di Parma, dove il 4 Settembre scorso alle aspiranti matricole sono stati distribuiti test sbagliati.

Alla Sapienza i 1.676 partecipanti al test di ammissione per Scienze biologiche si saranno certamente sentiti smarriti quando è stata loro consegnata una prova in cui i primi quiz riguardavano ragionamenti logici-verbali. Questo tipo di quesiti, infatti, non erano previsti. Alcuni, intuendo che dovesse trattarsi di uno sbaglio, si sono rivolti alla commissione e in poco tempo è stata svelato l’arcano: le prove erano in realtà destinate al test di ammissione a Psicologia.

Il rettore della Sapienza ha commentato l’accaduto spiegando che si è trattato di “un disguido di qualche minuto che può capitare, dato che in questi giorni abbiamo oltre 400 aule impegnate con le prove d’accesso”. Una volta rintracciati i plichi corretti, il test è ripreso e i minuti persi sono stati recuperati. Anche se non tutti i sindacati studenteschi – e non tutti gli studenti – hanno preso tanto bene l’accaduto, e si vocifera di un ricorso collettivo che chieda d’invalidare la prova.

Ancora peggio è andata all’Università di Parma, dove si è arrivati all’annullamento del test di ammissione per 9 corsi delle professioni sanitarie. Il motivo? Questionari sbagliati, con domande associate a risposte non corrispondenti. Tutto da rifare, ha sentenziato la commissione in accordo con il Consorzio Universitario CINECA, e prova da ripetere. Il tutto a danno degli studenti che, spesso provenienti anche da fuori regione, si erano presentati per svolgere il test.

Le associazioni studentesche non hanno atteso a fare le proprie rimostranze. E chiedono risposte. Sì, perché per il momento non si hanno spiegazioni ulteriori sulle cause dell’errore, né si sa qualcosa sulla data in cui sarà effettuato il test di ammissione, che – recita il comunicato dell’università – verrà stabilita con un decreto ministeriale pubblicato anche sul sito web dell’Università di Parma. E non ci sono indicazioni nemmeno rispetto al recupero della tassa di iscrizione. A seguito della vicenda, l’Udu ha annunciato la richiesta di un risarcimento per le spese sostenute dai candidati e un ricorso al TAR per le “gravissime irregolarità riscontrate durante le prove”.