Scienze della Formazione test ammissione

È arrivato il turno dei futuri insegnanti di scuola d’infanzia e scuola primaria: più di 5.200 studenti infatti affrontano oggi, in tutta Italia, il test d’accesso ai corsi di laurea a numero chiuso in Scienze della formazione primaria, per l’anno accademico 2012-2013.

Per poter accedere alle immatricolazioni gli studenti devono risolvere in 2 ore e mezzo 80 quesiti a risposta multipla distribuiti tra 40 di competenza linguistica e ragionamento logico, 20 di cultura letteraria, storico-sociale e geografica e 20 di cultura matematico-scientifica. Il punteggio minimo utile è di 55 su 80, sulla base della griglia di valutazione Miur che assegna 1 punto a ogni risposta esatta e zero punti alle risposte sbagliate e a quelle non date.

I posti disponibili a livello nazionale sono in totale 5.261, riferiti a studenti comunitari e non comunitari residenti in Italia – legge 30 luglio 2002 n. 189, art. 26. Secondo il prospetto regionale del ministero l’Università di Milano “Bicocca” è quella che si vede assegnato il maggior numero di posti – nello specifico 400 – mentre quella della Valle D’Aosta potrà accogliere per l’immatricolazione il numero più basso di studenti: 45.

Il test di questa mattina è l’ultimo del calendario Miur che si è aperto il 4 settembre scorso con il test di Medicina e Odontoiatria ed è proseguito con Architettura il 6 e Medicina Veterinaria il 10, fino all’ultima prova – professioni sanitarie, l’11 settembre – prima della pausa di un mese circa, preceduta all’esame in Scienze della formazione di oggi.

Fin dall’inizio il sistema del numero chiuso è stato al centro di polemiche e proteste del Codacons e dell’Unione degli universitari – in sigla Udu – che ha organizzato flash mob di protesta davanti agli atenei in cui si svolgevano i test. Il Codacons poi, convinto che il numero chiuso sia incostituzionale e che neghi il diritto allo studio e alle professioni, ha diffidato il MIUR e insieme all’Udu ha lanciato un appello al premier Monti e al ministro Profumo per l’abolizione del test e l’accesso libero all’università.

Da parte sua il ministro dell’Istruzione ha cercato di garantire la massima trasparenza sulle prove istituendo sul sito Miur un servizio di segnalazione errori riguardo il contenuto delle domande e anomalie o irregolarità nello svolgimento delle prove. Tuttavia, in risposta alle polemiche sul numero chiuso, ha spiegato che la norma che regola l’accesso programmato alle Facoltà è europea e non nazionale, dunque impossibile da abolire.