Test ammissione

Porta la data del 15 giugno il decreto, tanto atteso, che dopo la fissazione delle date stabilisce i criteri in base ai quali si svolgeranno i testi di ammissione ai corsi universitari a numero chiuso agli inizi di settembre. I corsi interessati sono Medicina e chirurgia, Odontoiatria e protesi dentaria, Medicina veterinaria, Architettura e Professioni sanitarie. L’unico insegnamento ancora non disciplinato per quanto riguarda l’ammissione è quello di Scienze della formazione primaria, riformato dalla riforma Gelmini.

Il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, aveva da tempo invocato modifiche alle procedure dei test di ammissione, ma contrariamente a quanto lasciavano credere le indiscrezioni dei giorni scorsi, il rinnovamento è stato decisamente parziale. Nel testo del provvedimento non ci sono riferimenti specifici al contenuto delle domande si cultura generale, che alla vigilia si credeva dovessero essere sostituite da quesiti logico-deduttivi. A questo punto la “trasformazione” dei quesiti, che puntando sulla logica garantirebbero condizione di maggiore parità di trattamento alle aspiranti matricole, è devoluta alla buona volontà degli esperti che stileranno concretamente le 80 domande previste.

Per il test di ammissione a Medicina e Odontoiatria ci sarà una prova unica da svolgere il 5 settembre in tutta Italia. In questo modo si evita che studenti che avrebbero potuto entrare a Odontoiatria perdano la possibilità di farlo una volta esclusi dai test di Medicina a seguito di un punteggio non abbastanza alto conseguito alla prova. Non passa l’ipotesi di una graduatoria unica per tutto il territorio o per regioni, paventata alla vigilia per non penalizzare gli studenti che pur avendo ottenuto un punteggio alto rimangono fuori dalla selezione dell’ateneo prescelto. Il decreto prevede però una sperimentazione che riguarda anche altri corsi per alcuni atenei con sedi limitrofe.

Particolare la scelta sulla validità dell’esito del test di ammissione per Veterinaria, estesa agli atenei di Bologna, Milano, Parma e Padova. Anche per chi parteciperà ai test d’ingresso alle università di Teramo e Camerino la graduatoria sarà unica. Per medicina, invece, sono accomunate le sorti delle aspiranti matricole che svolgeranno la prova a Udine e Trieste, così come avverrà per i partecipanti alle selezioni per Ingegneria e Architettura alla Federico II di Napoli e all’Università di Salerno.

Si conferma la possibilità di scegliere tre opzioni al massimo per le Professioni sanitarie: Ostetrica, Infermiere e così via. I test per Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e per le Professioni sanitarie saranno composti da 80 domande di cultura generale e logica, chimica, biologia, matematica e fisica, da svolgere in due ore. Per Architettura invece le domande non verteranno su biologia e chimica ma su disegno e storia.

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