Test di ammissione

Una settimana intensa per le aspiranti matricole italiane, quella che si è appena conclusa. I test di ammissione ai corsi ad accesso programmato si sono svolti tutto sommato con pochi incidenti di percorso, nonostante la coda polemica sulla ormai famosa “domanda della grattachecca“, per la quale l’Udu ha annunciato un ricorso.

La “batteria” dei test è cominciata con i 90.000 candidati per poco più di 10mila posti alle facoltà di Medicina e chirurgia, ma quest’anno le cifre parlano chiaro: nonostante la fatica di prepararsi alla selezione, chi esce dalle superiori è molto attratto dai corsi di laurea cosiddetti “a numero chiuso”.

Forse nella speranza che in un momento di crisi e sfiducia possa garantire maggiori opportunità di trovare un lavoro una volta ultimati gli studi. O forse per la voglia di dimostrare fin dall’inizio del percorso accademico le proprie capacità superando i test. Sta di fatto che il numero di candidati quest’anno è lievitato dalle Alpi alla Sicilia.

A Bologna sono in tutto 16mila i candidati che hanno partecipato ai test per l’accesso alle facoltà a numero chiuso, per un totale di 6mila posti disponibili (3mila per 363 posti a Medicina). L’esclusività della formazione superiore pisana ha attirato 8mila ragazzi da tutta Italia, il boom l’ha fatto veterinaria, dove sono stati 553 gli studenti che hanno lottato per 70 posti.

Alla Bicocca di Milano è aumentato del 12% il numero di iscritti alle prove d’ingresso delle facoltà a numero chiuso, oltre mille candidati in più rispetto allo scorso anno: in 9.329 (2.406 maschi e 6.923 donne, pari al 74,2 per cento), tra futuri medici, infermieri e psicologi, hanno varcato i cancelli della Bicocca per sostenere le prove. Nell’ateneo palermitano quasi 3mila ragazzi hanno affrontato il test di Medicina per accaparrarsi uno dei 425 posti.

Anche le università più piccole hanno attirato candidati in quantità. Degli esempi? Mille aspiranti medici per 181 posti all’Università dell’Insubria, 5.500 candidati provenienti da tutta Italia a Brescia, 605 candidati per 70 posti alla facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università del Piemonte orientale a Novara.