Studentessa con tbc a Torino

Dopo le prime voci rassicuranti da parte dell’ospedale e dell’Università di Torino, ora parlano gli inquirenti del palazzo di giustizia di Torino. Il caso della giovane tirocinante di medicina ammalatasi di tubercolosi è stato definito un “autentico giallo”. Sì, perché se anche la malattia potrebbe non essere stata trasmessa alla ragazza all’interno dell’ospedale, dall’inizio dell’anno sono stati altri due (ma c’è chi parla di un terzo) i casi di tubercolosi tra le fila degli iscritti a medicina – nello stesso corso della ragazza.

I casi sono stati registrati a febbraio e a maggio, troppo presto perché i ragazzi – all’epoca iscritti al terzo anno – potessero iniziare il tirocinio. Difficile non pensare allora ad un contagio tra i banchi accademici, ma allora perché non sono scattate fin da subito le dovute procedure? Pare che gli stessi futuri medici abbiano sottoposto la questione ai primi di ottobre iniziando il tirocinio, temendo che i precedenti casi registrati tra i compagni potessero generare strascichi di infezione tra i degenti. Degenti che ora saranno chiamati dall’Asl a sottoporsi al test.

Sulla vicenda stanno indagando tanto la magistratura, per accertare se ci siano stati ritardi nel dare l’allarme, quanto l’ospedale che ha predisposto una inchiesta interna per monitorare anche altri casi di contagio tra pazienti, medici e dipendenti. Per le Molinette non esiste alcun tipo di ritardo rispetto al caso specifico della studentessa ammalata, dal momento che subito l’accertamento della patologia (25 ottobre) sarebbero scattate le procedure di sicurezza. Tuttavia, nulla sembra essere stato fatto rispetto ai due casi registrati mesi fa e segnalati il 3 ottobre dagli studenti. Ad oggi non risultano comunque indagati.

Proseguono i test tra tutti coloro che sono entrati in contatto con la studentessa: sono risultati positivi alla tubercolina anche due addetti alle pulizie della ditta Dussmann, che prestavano servizio nello stesso reparto della tirocinante. Di ieri la notizia che anche un medico in servizio presso l’ospedale Maria Vittoria di Torino è stato colpito dalla malattia: un caso che potrebbe essere scollegato dai precedenti, ma che è stato portato comunque all’attenzione degli inquirenti.