Proteste all'universita' americana del Cairo

Quello delle tasse alle stelle non è evidentemente solo un problema inglese, anche in Egitto ieri gruppi di studenti sono scesi in piazza per protestare contro l’aumento delle rette. Si tratta degli iscritti alla American University del Cairo (Auc) che domenica hanno manifestato di fronte all’istituto, mentre anche alcuni lavoratori che rivendicano salari più equi hanno raggiunto la protesta degli studenti al grido “La nostra a l’università dei ladri“.

L’appello allo “sciopero studentesco” è partito una settimana fa su Facebook dopo che l’ateneo ha aumentato del 9 per cento la tassa annua di frequenza. Si tratta di una delle università private più costose del Paese: per il passato anno accademico la tassa per semestre ammontava a 52.836 libbre egiziane (corrispondenti quasi 6.500 euro), oltre 11.000 dollari per gli studenti stranieri.

E se gli studenti pagano molto, gli autisti dei bus dell’università vengono pagati poco: 100 euro al mese con turni che possono arrivare a 16 ore al giorno, senza paga supplementare, dicono. Per questo alcuni di loro si sono uniti alla protesta, insieme ad alcuni addetti alle pulizie e membri del personale di sicurezza dell’ateneo, che chiedono stipendi più alti, un’ora di pausa e una indennità di rischio.

Secondo quanto si legge sulla pagina Facebook che promuoveva la manifestazione, per gli studenti l’università spreca denaro distribuendolo in modo iniquo, dal momento che alcuni dipendenti o docenti ricevono stipendi altissimi mentre molti impiegati sono sottopagati. Le tasse di iscrizione rappresentano inoltre solo il 30 per cento delle entrate complessive dell’ateneo, perciò – sempre stando agli studenti sul piede di guerra – una loro riduzione non dovrebbe avere ricadute sugli stipendi dei dipendenti, che invece dovrebbero venire incrementati.

Non ultimo, i ragazzi lamentano che nonostante l’aumento delle rette la qualità della didattica non è affatto migliorata. Tra le rivendicazioni degli studenti in piazza c’è una sospensione degli aumenti per l’anno in corso e una riduzione delle tasse oppure un adeguamento dei sevizi in cambio di rette tanto salate.