student act e no tax area

Grande rivoluzione nel sistema di tassazione dell’Università di Torino, grazie a un modello più innovativo ed equo messo a punto dagli stessi studenti. Da questo momento in poi, infatti, le tasse saranno personalizzate sulla base del reddito reale di ciascuno di loro. Inoltre, sarà applicato un sistema contributivo progressivo, con un’incidenza sul reddito minore per le fasce più basse e maggiore per quelle più alte. “Ci siamo battuti per anni – dice Marco Viola, rappresentante degli studenti in senato accademico – per ottenere dei cambiamenti”. Adesso la rivincita.

Le tasse personalizzate saranno basate – come spiegato dalla direttrice della Divisione Didattica e Segreterie studenti, Natalina Bolognesi – su “un calcolo proporzionale in base alla condizione economica di ogni singolo studente, attraverso un coefficiente da moltiplicare all’indicatore economico ISEE”. Tale formula è stata sviluppata direttamente da chi i contribuiti li deve pagare. Precisamente da uno studente di Fisica, Giuliano Antoniciello, assieme a un gruppo di compagni iscritti sempre all’ateneo torinese. Dopo mesi di attente valutazioni, ha dichiarato l’ideatore, il gruppo ha “riscontrato che questo modello contributivo è più sicuro del precedente anche per le casse universitarie”.

Oltre alle tasse personalizzate, l’altra novità su cui si baserà il nuovo sistema adottato dall’Università di Torino è un criterio progressivo che tenta di eliminare gli squilibri del passato, creando più equità nel calcolo dei contributi. In poche parole, grazie a una relazione lineare, cioè una retta la cui pendenza si fa più ripida una volta superati i 50mila euro di ISEE, le tasse per chi rientra nelle fasce di reddito più basse saranno minori e per chi appartiene a quelle più alte maggiori.

Altri cambiamenti riguardano, invece, la suddivisione per fasce delle tasse per le seconde lauree e la cancellazione delle imposte extra relative a materiali didattici e laboratori. Nonostante ciò, assicura Viola, l’ateneo non perderà introiti.

Il sistema contributivo adottato dall’ateneo piemontese potrebbe, tra non molto, essere preso ad esempio da altre università italiane. Di fatto, il prossimo obiettivo è proprio questo. A tal proposito, gli studenti torinesi hanno già creato un manuale sul nuovo modello, che adesso cercheranno il più possibile di diffondere.