per tar possibile trasferimento da medicina in albania

Trasferirsi dall’Albania all’Italia per frequentare il corso di laurea in Medicina e Chirurgia è possibile anche senza superare il test di ammissione. L’ha stabilito il Tar del Lazio con una sentenza relativa al caso di uno studente italiano iscritto alla facoltà di Medicina dell’Università Cattolica “Nostra Signora del Buon Consiglio” di Tirana. Il tutto a condizione che si rimanga in terra straniera per almeno un anno (sostenendo ovviamente con tutti i costi che ne derivano, tra cui i diecimila euro di iscrizione all’anno), mentre finora l’alternativa era stata frequentare l’intero corso di studi in Albania e poi chiedere il riconoscimento del titolo.

Il trasferimento da Tirana in Italia per studiare Medicina è possibile perché l’università albanese – nata da una convenzione con la Statale di Milano, l’Università di Roma Tor Vergata e l’Università di Bari – rilascia titoli che hanno valore legale anche nel nostro Pese. I docenti che vi insegnano, inoltre, sono in gran parte italiani così come il rettore, e provengono dai tre atenei che l’hanno fondata. Anche i programmi sono uguali. Dunque, secondo il Tar, quello offerto dall’Università Cattolica “Nostra Signora del Buon Consiglio” di Tirana sarebbe un corso di studi in tutto e per tutto omologo a quelli degli atenei del Bel Paese.

Quanto stabilito dalla sentenza del Tar del Lazio potrebbe rappresentare una nuova speranza per coloro che il prossimo 8 Aprile non riusciranno a conquistare uno dei 7 .918 posti messi a disposizione dal Miur per l’anno accademico 2014/2015. Si tratta, in sostanza, di una vera e propria nuova alternativa per aggirare il numero chiuso in Medicina, l’arduo ostacolo che annualmente migliaia di studenti italiani si trovano costretti a superare per indossare in futuro il camice bianco.

Proprio per questo il pronunciamento del Tar sulla possibilità di trasferimento dall’Albania all’Italia ha finito per imbarazzare il Ministero dell’Istruzione, oltre a destare i primi malumori: “È evidente – dichiarano Michele Bonetti e Santi Delia, storici legali dell’Unione degli Universitari (Udu) – la violazione della parità tra studenti che si cimentano nel test in Italia o studiano in altri atenei comunitari e coloro che si recano in Albania, così come la discriminazione tra cittadini abbienti e non. Questa sentenza suona come l’ennesima bocciatura del numero chiuso”. La questione riguardante il trattamento di favore riservato all’ateneo albanese ha suscitato non poche polemiche anche in ambito politico, soprattutto da parte del centrodestra.