Studenti Università Foggia

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La legge di Stabilità e la riforma Gelmini stringono i cordoni della borsa e gli atenei devono agire di conseguenza per “razionalizzare” le spese. Un compito tutt’altro che facile, tanto che i tagli hanno già messo in agitazione l’Università dell’Aquila, quella di Firenze e in misura minore anche il Polo di Crema dell’ateneo milanese.

La riduzione delle risorse provenienti dalla Stato centrale ha messo a dura prova anche l’Università di Palermo. A confermarlo è lo stesso rettore, Roberto Lagalla, che dovrà contare su 37 milioni in meno e annuncia di conseguenza un taglio alle spese che ammonta a 60 milioni di euro entro il 2013. Poi rassicura: “Non ridurremo i servizi agli studenti né gli stanziamenti per le attività di ricerca”. La ricetta principale dunque resta quella dei pensionamenti, con 190 docenti sulla via del congedo e 90 nuovi posti da docente messi a concorso. Il tutto legato a una “razionalizzazione” dell’offerta didattica. “In più abbiamo dovuto rimodulare le tasse per gli studenti” aggiunge Lagalla.

Situazione delicata anche all’Università di Foggia,
I rappresentanti del Link-Kollettivo di Foggia lamentano che ai tagli della Gelmini alle borse di studio si aggiunge anche l’impossibilità per l’ateneo di stanziare fondi dedicati al diritto allo studio per l’anno 2011. La preoccupazione, nell’ateneo pugliese, è ancora più palpabile perché – spiegano gli studenti – il territorio circostante “offre ben poche possibilità di lavoro”. I rappresentanti di Link-Kollettivo contestano il bilancio dell’università sottolineando che punta soltanto sulle pur necessarie strutture, come i 5 milioni per i lavori di ristrutturazione di impianti sportivi di proprietà della Regione e in comodato all’ateneo.

Gli studenti foggiani, pur condividendo la necessità di tali interventi, invitano i vertici dell’università a stornare parte dei 5 milioni per il diritto allo studio per poi reintegrarli con i trasferimenti che si attendono dal governo centrale. In più chiedono di intervenire su gettoni di presenza e indennità destinati ai componenti degli organi collegiali.

“Non si tratta di una proposta populista – spiegano – Con questo tipo di intervento l’università avrebbe potuto destinare al diritto allo studio ben 200.000 euro”. Non resta che sperare allora in fondi straordinari destinati all’ateneo foggiano. Ma gli studenti si dicono certi che seppure arrivassero sarebbero comunque costretti “a farsi sentire per poterli destinare sui loro bisogni”.