Sud Africa, muore donna per calca iscrizione ateneo

Una donna, madre di un aspirante studente, è rimasta uccisa nella calca creatasi all’Università di Johannesburg, nella città più popolosa del Sud Africa. Altre venti persone sono rimaste ferite nel caos concretizzatosi nel tentativo di iscriversi all’università nell’ultimo giorno disponibile. Tre dei feriti, tra cui una donna, sono in condizioni gravi ma stabili. Vi erano migliaia di aspiranti studenti che stavano in fila da diversi giorni al fine di poter accedere ad uno degli 800 posti rimasti disponibili per i corsi dell’ateneo sudafricano.

Si tratta per la stragrande maggioranza di giovani provenienti da famiglie poverissime, ma che erano riusciti a conseguire agli esami nazionali un punteggio sufficiente al fine di poter accedere all’istruzione superiore. Per essi l’accesso ai corsi rappresenta forse l’unica speranza per poter ottenere un futuro migliore, in un paese come il Sud Africa, la più grande economia del continente, che rimane tuttavia afflitta da un tasso di disoccupazione giovanile che sfiora il 70 per cento, e che non apre nessuna porta ai giovani sprovvisti di un titolo di studio di livello universitario.

Era possibile presentare la domanda di ammissione online all’Università di Johannesburg già da diverse settimane, ma lo stato di indigenza delle famiglie di bassissima estrazione sociale non permetteva l’accesso ad internet alle aspiranti matricole. In tantissimi dunque si sono messi in fila presso gli uffici al fine di presentare la documentazione per l’iscrizione, ma all’apertura dei cancelli la situazione è precipitata. “Abbiamo bisogno di studiare, dovevamo iscriverci, dovevamo entrare” riferisce Wilson Matiba, uno dei giovani presenti.

Il desiderio di accesso all’istruzione del resto è fotografato molto bene anche dai numeri riferiti dalla stampa locale, che parlano di oltre 85.000 richieste di iscrizione al primo anno dei corsi dell’Università di Johannesburg a fronte di 11.000 posti messi a disposizione, e la situazione non è dissimile negli altri grandi atenei del Sud Africa. Il governo però punta molto sull’istruzione per rilanciare il paese: ad essa è destinato infatti ben il 20 per cento del budget per la spesa pubblica.

L’alfabetizzazione e il raggiungimento di un grado di istruzione superiore restano un fattore imprescindibile per migliorare le condizioni dei paesi africani, e la nascita dell’Università Panafricana rappresenta in quest’ottica una notizia molto positiva.