timidezza dipende da dimensioni cervelletto

Se non si è abbastanza coraggiosi probabilmente la “colpa” è della grandezza del proprio cervelletto. Secondo uno studio tutto italiano, condotto da ricercatori dell’Irccs “Fondazione Santa Lucia” e dell’Università “La Sapienza” di Roma, la timidezza sarebbe da associare a dimensioni ridotte di questa struttura nervosa, coinvolta nel controllo delle funzioni cognitive e delle emozioni, oltre a essere preposta alla coordinazione e alla regolazione delle attività motorie.

“Nell’investigare da un punto di vista strutturale le regioni cerebrali più probabilmente associate con gli stili di personalità – spiegano i ricercatori che hanno lavorato allo studio – una questione preliminare risulta essere quella di determinare come le strutture, specificatamente in termini di volume, possano essere collegate alle funzioni”. La ricerca, finalizzata a stabilire la correlazione tra alcuni tratti della personalità e la grandezza di determinate aree dell’encefalo, ha  rilevato che un cervelletto di grandi dimensioni sarebbe sinonimo d’intraprendenza e voglia di sperimentare situazioni nuove. Al contrario, uno di taglia più piccola rispetto alla media sarebbe indice di timidezza e paura delle novità.

I risultati dello studio dell’Irccs e dell’Università “La Sapienza” di Roma sono stati pubblicati su Human Brain Mapping. I dati sono stati ottenuti esaminando un campione di soggetti sani e facendo riferimento alla “Scala di temperamento e carattere” di Robert Cloninger, considerato il padre del “modello bio-psico-sociale” della personalità. Secondo questa teoria, il carattere sarebbe influenzato dall’ambiente circostante e dall’educazione che si riceve, mentre il temperamento sarebbe geneticamente determinato. Durante lo studio italiano, in particolare, sono state combinate tecniche di neuro-immagine strutturale e misure di personalità connesse con i tratti temperamentali, proprie della scala di Cloninger. In questa maniera si è giunti alle conclusioni prima illustrate.

A una differente dimensione del cervelletto, quindi, corrisponderebbe un certo livello di timidezza o coraggio. Resta ancora da capire meglio se è la grandezza di questa parte del sistema nervoso centrale, collocata nella zona posteriore della fossa cranica, ad avere influenze sul temperamento o viceversa. Un’altra ipotesi, infatti, potrebbe essere quella secondo cui, chi mostra la tendenza a essere preoccupato e spaventato delle circostanze nuove, farebbe mancare al cervelletto tutti gli stimoli di cui ha bisogno, provocando di conseguenza una riduzione del suo volume.