2015 del miur in 20 tweet

Non è vero che i social network provocano sull’uomo solo effetti negativi. Se utilizzati con intelligenza e moderazione, possono apportare anche dei benefici. Twitter, ad esempio, potrebbe rivelarsi un ottimo supporto alla dieta dimagrante. Ѐ quanto emerso da uno studio americano, condotto da alcuni ricercatori dell’Università della Carolina del Nord. I risultati sono stati pubblicati su Translational Behavioral Medicine e fanno sperare in un nuovo e più economico – sebbene curioso – sistema per dimagrire.

Per giungere a tale conclusione, i promotori dello studio hanno sottoposto due gruppi di persone obese a un regime alimentare sano e hanno consegnato ai membri di uno dei due uno smartphone con abbonamento a Internet. Dopodiché, ogni tre giorni, hanno inviato ai soggetti dei podcast con dei suggerimenti relativi alla dieta da seguire e gli obiettivi da raggiungere. Allo stesso tempo, i partecipanti sono stati invitati a pubblicare alcuni stati di aggiornamento su Twitter e a comunicare con gli altri membri, mentre un dietologo ha provveduto ad animare la timeline con un paio di consigli al giorno.

Secondo quanto riportato dallo studio americano, la maggior parte delle persone sottoposte all’esperimento hanno scritto nei propri tweet principalmente ciò che si era fatto e ciò che si era rinunciato a fare, pur di non compromettere la dieta. Malgrado l’anonimato – che ha portato a preferire Twitter a Facebook – nessuno dei partecipanti ha, invece, rivelato dettagli precisi relativamente a quanto pesasse. Cosa più importante, tale social network si è rivelato un buonissimo supporto al regime dietetico, infatti “chi ha pubblicato più tweet – dichiara Brie Turner-McGrevy, che ha guidato la ricerca – ha perso più peso».

La ricercatrice americana è arrivata a elaborare anche una formula statistica, secondo cui dieci tweet corrispondono a una diminuzione dello 0,5 per cento del peso corporeo. In poche parole, Twitter funzionerebbe da supporto alla dieta semplicemente per il suo carattere “sociale”, ovvero per la possibilità che offre di mettersi in contatto con altri – che insieme formano una vera e propria comunità – confrontandosi vicendevolmente. Tutto ciò, alla stregue degli “incontri vis-a-vis“. Non è esattamente la stessa cosa, ma in questa maniera si abbattano notevolmente i costi rispetto ai metodi tradizionali.