Studenti in tutto il mondo dipendenti dai media

“Toglietemi tutto, ma non il telefonino“. E nemmeno il computer e internet. Per gli under 25 di tutto il mondo, i cosiddetti “nativi digitali”, scatta l’allarme della dipendenza globale dai media. A sostenerlo è uno studio pubblicato il 5 aprile dall’International Center for Media and the Public Agenda (ICMPA) dell’Università del Maryland.

Secondo l’indagine, che ha raccolto l’esperienza di studenti universitari in ogni parte del mondo, i ragazzi non possono più vivere senza il loro cellulare. Sono stati i loro stessi feedback a descrivere con parole vivide il disperato bisogno di media e l’ansia e la depressione che li colgono nel momento in cui non possono usare i loro dispositivi elettronici.

“Smaniavo come un pazzo, perché non potevo usare il telefono”, riferisce uno studente americano. “I media sono la mia droga, senza mi sento perso, sono dipendente”, ammette un altro giovane inglese, mentre un ragazzo cinese dice: “Senza esagerare, stavo andando fuori di testa”. Dall’Argentina uno studente racconta di essersi “sentito morto”, mentre uno studente slovacco scrive di essersi sentito “triste, solo e depresso”.

Sono questi i commenti di alcuni degli oltre 1000 studenti in 10 Paesi del mondo che lo studio “The world Unplugged”, condotto in collaborazione con l’Academy on Media and Global Change di Salisburgo, ha costretto a privarsi del cellulare e di altri aggeggi elettronici per 24 ore, per amore della scienza. Le conclusioni dei ricercatori – e forse anche di molti partecipanti – è che gli studenti sotto i 25 anni, tanto nei paesi più industrializzati quanto di quelli in via di sviluppo, hanno un rapporto molti simile con i mezzi elettronici: non sanno farne a meno.

Una dipendenza generazionale che vede al primo posto il telefonino: “È invalidante”, commenta uno studente dal Libano, mentre un collega dell’Uganda ha percepito di “avere dei problemi”, mentre uno di Hong Kong ha improvvisamente scoperto che l’uso compulsivo di telefonino, computer e mp3 sottrae tempo allo studio e al contatto diretto con gli amici. Un’intera generazione a livello globale, tuttavia, non riesce a immaginare di viverne senza. Far studiare i ragazzi sul cellulare potrà essere una soluzione?