Studenti libici all'estero a corto di fondi

Migliaia di studenti libici iscritti ad università straniere in Australia, Gran Bretagna, Egitto, Sud Africa e Stati Uniti entro la fine di agosto si vedranno sospese le borse di studio erogate dal governo di Tripoli. Sono in molti a chiedere aiuto: temono di dover lasciare gli studi e rientrare in un Paese in guerra, non senza il timore di rappresaglie per chi ha manifestato contro il governo di Gheddafi. Ma Gran Bretagna e Stati Uniti hanno promesso di fare il possibile perché gli studenti possano completare i loro studi.

Anche diverse università australiane stanno cercando di aiutare oltre 600 studenti iscritti ai loro corsi, mentre altri 500 sono quelli che frequentano college o scuole di inglese con borse di studio del governo di Gheddafi. L’ambasciata libica a Canberra ha comunicato di non essere più in grado di accedere ai fondi stanziati da Tripoli, che permettevano agli studenti di pagare le tasse di iscrizione e le spese di soggiorno.

Gli accordi tra Libia e Stati Uniti, che comprendono anche un programma di borse di studio, sono invece stati congelati lo scorso febbraio in seguito allo scoppio della guerra. Si stima che siano circa 1.900 gli studenti libici attualmente negli States per frequentare corsi di studi universitari o di lingua, e nella maggior parte dei casi le loro tasse di frequenza, così come l’assicurazione sanitaria e le spese di alloggio, erano coperte dal programma di borse di studio internazionale. Ma dal governo americano sono giunte rassicurazioni già lo scorso maggio: saranno recuperati fondi per consentire ai giovani di continuare i propri studi negli Usa fino al 2012.

Lo scorso marzo, il ministero dell’istruzione canadese ha avuto il benestare di quello libico per un budget di circa 1,3 milioni di dollari, ma le spese del programma internazionale per l’anno accademico in corso potrebbero ammontare complessivamente a oltre 200 milioni e altri fondi devono perciò essere individuati. Anche le autorità inglesi sono intenzionate a proteggere gli studenti libici di stanza in Gran Bretagna (stimati in circa 8.000) e hanno rinviato l’allontanamento dei diplomatici leali a Gheddafi fino a quando sarà assicurato il supporto economico ai loro studi.

Nel frattempo un gruppo di studenti in Australia ha recentemente manifestato il proprio disagio di fronte al Parlamento di Melbourne. C’è anche chi ha al seguito famiglia e bambini e, oltre all’incertezza della situazione politica della madrepatria, teme rappresaglie e violenze: “Molti di noi hanno organizzato qui manifestazioni contro il regime di Gheddafi – spiega uno di loro – le nostre foto e i video delle proteste sono pubblici. Non possiamo rientrare finché la situazione rimane questa”.