Acqua in bottiglia, negli Usa molti studenti le vogliono bandire

È guerra aperta all’acqua in bottiglia in moltissime università americane: a levare il grido di battaglia sono gruppi di studenti ecologisti che non si limitano a guardare storto i colleghi in fila ai distributori delle odiate bottigliette, ma stanno spingendo per ottenere restrizioni sulla vendita di acqua in bottiglia all’interno dei campus.

Al College Park dell’Università del Maryland, alcuni ragazzi hanno persuaso l’intero consiglio studentesco a smettere di acquistare acqua in bottiglia per gli eventi che organizzano. Ora usano caraffe di acqua di rubinetto. La Mary Washington in Virginia ha proibito l’uso di fondi accademici per l’acqua in bottiglia, mentre la St Louis di Washington ha adottato un bando categorico, come in Australia ha fatto l’Università di Camberra, il Goucher College di Baltimora ha bandito le bottigliette dalle mense, ma non dalla biblioteca e dai distributori.

La faccenda risulta controversa nell’opinione pubblica accademica. In molti infatti sostengono che l’acqua è necessaria, è un prodotto sano e il bando potrebbe portare gli studenti alla disidratazione. Senza contare che, quando uno studente americano si avvicina ad un distributore di generi alimentari, la bottiglietta d’acqua è la proposta più dietetica. E poi ci sono le acque aromatizzate e quelle vitaminiche, fanno presente i sostenitori delle bottigliette.

Gli altri ribattono però che gli americani hanno acquistato nel 2009 oltre 300 milioni di ettolitri di acqua in bottiglia, con enorme dispendio di energia per produrla e trasportarla, quando la maggior parte dei consumatori potrebbe avere lo stesso prodotto, ad un costo molto minore, dal rubinetto della cucina. Secondo le stime sono ogni anno 50 miliardi di bottigliette di plastica finiscono nelle discariche americane.

Ma se i bandi sono materia controversa, moltissime università stanno cercando di incentivare gli studenti a fare uso di bottiglie utilizzabili più volte, invece delle classiche “usa e getta”: moltissime scuole infatti stanno installando delle stazioni “di rifornimento”, dove l’acqua di rubinetto è filtrata e la “ricarica” è più semplice rispetto alle tradizionali fontanelle.