No Tav

Gli attivisti no Tav hanno manifestato nel pomeriggio di oggi, sabato 28 gennaio, per protestare contro gli arresti di alcuni esponenti del movimento. Già nei giorni scorsi decine di persone, tra cui studenti medi, universitari e attivisti, avevano occupato a Roma il tetto dell’edificio dove si trovano uffici della sede centrale delle Ferrovie dello Stato, a Castro Pretorio, per contestare gli arresti effettuati nell’ambito dell’inchiesta sugli incidenti del 27 giugno e 3 luglio 2011 in Val Susa. Sono più di duecento gli studenti che hanno partecipato alla conferenza stampa in solidarietà ai due ragazzi romani coinvolti nell’ampia operazione di polizia che si è svolta da Palermo a Torino.

Ma chi sono i due giovani arrestati? Davide è una ragazzo di Action e del Csoa Corto Circuito, da sempre attivo politicamente nel suo territorio, a cui è stato comminato l’obbligo di dimora. Damiano, invece, è uno studente di 24 anni di Scienze politiche. Sono preoccupati i compagni di Damiano, ma allo stesso determinati a non lasciarlo solo. Lo descrivono come un ragazzo generoso, sempre in prima fila nelle battaglia in difesa della scuola pubblica, che non manca un’assemblea, un’iniziativa in facoltà. Un ragazzo come tanti, incensurato, che in questi anni è sceso in piazza e ha organizzato le mobilitazioni nelle università contro la “distruzione” dell’istruzione pubblica.

Durante la conferenza stampa Tiziano, studente di Scienze politiche e compagno di Damiano, ha ribadito: “Non riuscirà l’ennesima operazione di spaccare i movimenti sociali in buoni e cattivi. Damiano come gli altri arrestati non era in Val di Susa il 3 luglio perché è un pericoloso infiltrato, ma stava in Val di Susa perché la connessione delle battaglie in questo Paese, dai beni comuni alle università, alla lotta no Tav è un dato di fatto che fa paura al governo Monti, come faceva paura al governo Berlusconi. Non accettiamo che chi vuole costruire un’alternativa al governo della Bce e dei poteri forti sia rinchiuso in carcere. In questo clima di unità nazionale vogliono isolare chi va controcorrente, ma è un tentativo che non gli riuscirà”.

La vicenda degli arresti ha dato vita anche a un giallo legato all’identità di uno degli arrestati, Gabriele Filippi, 26enne ligure laureato in storia che è stato identificato con un giovane con maschera antigas che lanciava una pietra. Il padre di Gabriele, Massimo Filippi, ha subito protestato promuovendo attraverso i legali un’istanza di riesame perché nella foto che avrebbe consentito l’identificazione è evidente che il ragazzo che lancia il sasso non ha sul braccio destro alcun tatuaggio, mentre Gabriele Filippi ne ha uno molto visibile con lo stemma della Sampdoria.