Test d'ammissione

Essere informati correttamente sulle modalità d’iscrizione ai test d’ingresso universitari è spesso un’impresa e un minimo errore o una piccola disattenzione possono causare conseguenze dannose. Ne è un esempio la storia di una ragazza di Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno, che l’anno scorso si è recata a Siena il 2 settembre per affrontare il test di Medicina.

Solo quando è giunta nell’aula del Policlinico adibita alle prove ha scoperto che in realtà non poteva partecipare al test di ammissione. Nessuno l’aveva avvertita dell’irregolarità: oltre all’iscrizione online, che andava effettuata entro il 12 agosto, avrebbe dovuto depositare la relativa documentazione cartacea al massimo il 18 dello stesso mese.

La giovane era indecisa tra gli atenei di Siena, Campobasso e La Sapienza di Roma e aveva alla fine optato per l’università toscana. A quel punto, una volta scoperto di non poter partecipare non ha nemmeno potuto tentare in uno degli altri due, dove peraltro la sua posizione era regolare, perché i test si svolgevano lo stesso giorno. Così ha deciso di fare ricorso ma il Tar della Toscana, il 9 febbraio scorso, ha deciso di respingerlo. Ora l’aspirante matricola di Medicina attende settembre per ritentare il test.

Il giudice amministrativo però ha riconosciuto l’eccessiva macchinosità della procedura richiesta dall’Università di Siena per iscriversi ai test: l’ateneo, infatti, è stato condannato a a compensare le spese della causa proprio per “la particolarità della procedura”. L’episodio ha spinto molti a chiedersi a cosa serva l’iscrizione on line se poi si chiede di perfezionarla con una consegna cartacea della documentazione.

Il fatto ha riacceso il dibattito sull’utilizzo del web come fonte di informazioni ufficiali, soprattutto per quanto riguarda gli enti pubblici, che spesso non risultano celeri ed esaurienti nell’aggiornamento dei siti e nella pubblicazione delle news. Bisognerebbe garantire agli studenti tempestività dell’informazione sull’esito dell’iter di iscrizione e non saperlo solo al momento del test. In effetti sarebbe stato sufficiente mettere on line l’elenco degli ammessi al test un paio di giorni prima e la povera malcapitata avrebbe deciso di tentare il test in un altro ateneo.