steve jobs

“Sono onorato di essere qui con voi oggi, nel giorno della vostra laurea presso una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato”. Iniziava così l’ormai celeberrimo discorso, il cosiddetto “committment speech” che Steve Jobs tenne nel 2005 ai laureati di Stanford, parlando della vita, del dolore e dell’amore che lo hanno accompagnato ma soprattutto della sua teoria dei puntini.

Nel giorno della sua morte, quel discorso all’università oltre a girare all’impazzata nel web, risuona nella testa degli studenti come incredibilmente profetico e motivante. Una storia, quella di Jobs, in cui è difficile non immedesimarsi. Un genio moderno che lasciò l’università tra le più prestigiose al mondo perché non aveva soldi a sufficienza per permettersi i corsi che frequentava.

“Quando avevo diciassette anni, ho letto una citazione che recitava: “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, uno di questi c’avrai azzeccato” – proseguiva nel suo discorso – Mi fece una gran impressione, e da quel momento, per i successivi trentatrè anni, mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”.

Se tutto il mondo adesso si sta stringendo per ricordare i momenti migliori dell’uomo che ha saputo interpretare il futuro e costruirci un impero, anche le università si stanno attivando per organizzare veglie in suo onore.

Uno dei primi momoriali organizzati è quello in corso in questo momento all’Apple Store presso l’Università di Palo Alto. “Vogliamo mostrare il nostro rispetto” ha dichiarato una studentessa 19enne durante la commemorazione, riportando costantemente sul suo profilo Facebook le foto scattate con il suo iPhone, “per far sapere a chi non si era mai avvicinato a Jobs il valore fondamentale che ha trasmesso agli studenti”.

Jobs il profeta, ma anche “Jobs il Magnifico“. “Ha ridotto la distanza tra il mondo dell’informatica e i consumatori, un tempo lontanissimi” – ha dichiarato il preside della prima Università romana Mario Morcellini – E ha “saldato due generazioni”, insegnando ai giovani “a mettersi alla prova senza alcuna certezza, senza cornici.”