studenti stranieri

L’Università Statale di Milano ha data inizio ad un programma specifico ed articolato volto all’internazionalizzazione dell’ateneo, al fine di incentivare lo studio degli studenti e ricercatori stranieri. La Statale attualmente registra un 3,3% di studenti stranieri, un dato sicuramente da migliorare, se si intende competere con le università di tutta Europa.

La decisione di attuare il programma, è stata presa dal Senato accademico a settembre, dopo una riflessione oggettiva sulla capacità, sia dell’ateneo milanese ma anche più in generale delle università italiane, di attrarre studenti stranieri.

Ad oggi il quadro generale mostra una situazione piuttosto sfavorevole per quanto riguarda la presenza di studenti stranieri negli atenei italiani. In pratica quello italiano, è il sistema universitario fra i meno internazionalizzati in Europa. Si parla di un 3,2% di studenti stranieri, contro l’11,2% della Francia, l’11,4% della Germania e il 17,9% della Gran Bretagna.

A livello regionale il primato non cambia. L’ateneo milanese risulta infatti il peggiore rispetto agli altri atenei del centro-nord.

In particolare il programma di internazionalizzazione attuato dalla Statale di Milano si articola su alcuni obbiettivi specifici quali:

  • aumentare il grado di attrattività di studenti stranieri
  • reclutare docenti, ricercatori, post-doc dall’estero con una forma di contratto stabile o di durata significativa
  • aiutare la diffusione di percorsi formativi integrati con quelli di università ed enti stranieri, sotto forma di joint e double degrees, dottorati internazionali, ecc.

Per raggiungere gli obbiettivi prefissati, l’ateneo di Milano conta di concentrarsi soprattutto sul livello post-laurea (dottorati, master e lauree magistrali), dove conta di più, come elemento attrattivo, la qualità dell’ambiente scientifico,ossia il fattore competitivo più importante per raggiungere standard elevati come la Statale richiede.

Inoltre l’ateneo intende anche coinvolgere in modi diversi, le altre università milanesi e lombarde, con un’azione congiunta che coinvolge anche i governi locali, al fine di rendere più attraente il sistema universitario della regione.