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Nell’arco di 15 anni, diverse startup ci hanno provato, eppure per ora solo una sembra riuscirci con successo. Si chiama Electro Power System ed è una giovane azienda italiana che è stata riconosciuta dal World Economic Forum come una tra le 25 startup più innovative al mondo, con possibilità di successo e crescita tangibili.

Partita nel 2005 da un team di quattro persone: Emilio Paolucci docente al Politecnico di Torino, Adriana Marconnetto imprenditore seriale, Ilaria Rosso esperta in proprietà industriale e Giuseppe Gianiolo responsabile vendite, la startup si occupa di progettare e vendere un sistema unico di produzione energetica basata sull’idrogeno.

Nata con una sede a Torino, oggi l’azienda ha all’attivo un altro stabilimento che ha dato lavoro a 45 persone e si avvia verso un fatturato di 800 milioni di euro e una crescita stimata per il 2012 del 300%. Una notizia, quella del riconoscimento mondiale, che arriva come una mosca bianca nel dibattito scientifico e sulle valutazioni italiane.

Basta ricordarsi del Global Innovation Index, il rapporto che ogni anno stila una classifica tra 125 nazioni di tutto il mondo in materia di innovazione e sviluppo economico, che ha segnato l’Italia al 35esimo posto nel 2011, che era al 38esimo l’anno passato, ma al 31esimo nel 2009. Uno dei primi parametri negativi che pesa sulla valutazione è il regime fiscale imposto alle imprese, per cui l’Italia si posiziona tra i peggiori paesi in assoluto, sprofondando al 119esimo posto.

Intanto la startup torinese prosegue col vento in poppa verso il successo trainando il suo paese di origine, puntando verso la Cina con alle spalle 600 impianti finalizzati.