Spin-off, l'universita fa l'impresa

Sono 873 gli spin-off attivi in Italia, per un fatturato complessivo di 600 milioni di euro. Sono questi i dati dell’ultimo rapporto Netval, che mostra come il microcosmo delle esperienze imprenditoriali legate alla scienza e alla ricerca stia sperando una fase di consolidamento e crescita. Dall’Università al mercato, infatti, il passo non è affatto breve, ma ad oggi l’84,3 per cento degli spin-off dispone di un prodotto o un servizio in commercio, solo il 12,5 per cento sta ancora lavorando ad un “prototipo”, e soltanto i 3,1 per cento sta nella fase intermedia della messa a punto.

Ma che cos’è esattamente uno spin-off? Sono piccole o medie aziende che nascono dalla ricerca scientifica: si tratta dunque di imprese costituite da docenti universitari (o comunque da risorse umane che abbiano maturato una esperienza medio-lunga nel settore della ricerca accademica), oppure imprese che si fondano su una proprietà intellettuale, un brevetto ad esempio, dell’università, al cui capitale sociale può partecipare anche l’ateneo stesso.

Rispetto ad un anno fa queste “aziende della conoscenza” sono passate da 802 a 873, nel nostro paese, ma si segnala soprattutto una crescita qualitativa e una maturazione dei servizi e prodotti sul mercato. “La capacità delle imprese di industrializzare la tecnologia posseduta alla fase di costituzione – ha detto al Sole 24 Ore Andrea Piccaluga della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, tra i curatori del rapporto Netval – e di portare avanti il ciclo di sviluppo del prodotto o servizio, consente loro di incrementare rapidamente la quota di fatturato derivante dalla vendita di prodotti”.

Ecco dunque che le pmi della ricerca sono sempre più simili ad imprese che a semplici studi di consulenza esterni all’università, strizzando anche l’occhiolino al mercato globale: l’export infatti in questo settore equivale per il momento solo al 10 per cento, ma più della metà delle aziende ha individuato i propri competitor su scala europea o mondiale.

I nuovi dati confermano l’Emilia-Romagna in vetta alla classifica delle regioni più prolifiche, con oltre 119 spin-off, mentre l’ateneo più produttivo rimane il Politecnico di Torino, con una galassia di 60 imprese nate in 10 anni.