Sciopero Spagna 6 ottobre

Il 6 ottobre, un giorno prima della manifestazione prevista in Italia, gli studenti spagnoli tornano in piazza con uno sciopero generale indetto dal Sindacato de Estudiantes, l’associazione studentesca di sinistra più importante del Paese. Le ragioni della protesta sono “i tagli selvaggi alla pubblica istruzione in tutto lo Stato, la decisione di licenziare 3.200 docenti a tempo determinato, i piani della governatrice Maria Dolores Cospedal di fare lo stesso con altri 4.500 insegnanti della Castilla la Mancha e la stessa minaccia che incombe su migliaia di docenti in Galizia, Catalogna, Navarra e Estremadura”, spiegan gli studenti sul loro sito.

Il sindacato studentesco non ha dubbi: queste manovre condurranno l’istruzione pubblica a perdere quest’anno 15mila insegnanti e a non avere il budget necessario a sostenere tutti i costi di gestione di scuole e università.

Un allarme che, chiama alla mobilitazione il mondo dell’istruzione contro i tagli, che seguono uno schema comune e inseguono gli stessi fini: la privatizzazione della formazione a spese del degrado della qualità delle scuole pubbliche e un peggioramento drammatico delle condizioni di lavoro degli insegnanti.

“Il risultato di questo attacco – spiegano gli studenti – non può essere altro che un ulteriore declino delle condizioni di vita e del futuro dei giovani. Si tratta di un nuovo tentativo di far pagare alle classi più povere una crisi che di certo non hanno creato, mentre i loro veri responsabili, i banchieri e gli speculatori, continuano ad arricchirsi a nostre spese”.

Per queste ragioni il Sindacato degli studenti lancia un appello a tutte le associazioni, a tutti gli studenti di ogni ordine e grado, ai lavoratori e alle famiglie per unirsi a loro nei cortei che il 6 ottobre invaderanno le strade e le piazze di tutta la Spagna.

In questa situazione, descritta dal sindacato come “il più grave attacco degli ultimi decenni all’istruzione pubblica”, allo sciopero generale si aggiungeranno altre manifestazioni in Galizia (21 e 27 settembre) e a Madrid (dove una prima manifestazione si è svolta ieri e si proseguirà il 20, 21 e 22 settembre), ma anche in altre città.