Universita' spagna

Non ci sono solo i tagli ai fondi per l’università a destare preoccupazione nel sistema accademico spagnolo. Come per l’Italia, anche nella penisola iberica il problema della disoccupazione, più specificamente di quella giovanile e postuniversitaria, è una spina nel fianco del sistema educativo. Per farvi fronte il ministero della Pubblica istruzione ha stretto i bulloni della cosiddetta Strategia Università 2015: l’intenzione è quella di collegare maggiormente il conseguimento di un titolo di studio con l’occupazione e di promuovere la partecipazione dei giovani spagnoli a programmi di studio e di lavoro all’estero.

Nel documento “La contribución del talento universitario en el futuro de la España 2020. Internacionalización, excelencia y empleabilidad”, approvato nel 2008, il ministero elencava le varie azioni da svolgere nel quadro della strategia “Università 2015”, al fine di modernizzare e internazionalizzare il sistema accademico. Ora che la strategia 2015 si avvicina al suo giro di boa si è deciso di attribuire maggiore rilievo al punto che riguarda l’occupabilità dei neolaureati.

Innanzitutto si patirà con una severa valutazione dei titoli di laurea e master rilasciati nel Paese per selezionare e valorizzare quelli che danno maggiori chance di trovare un’occupazione. Altro obiettivo è quello di aumentare gli stage curriculari obbligatori sviluppando accordi e programmi congiunti tra sistema accademico e industriale. In bilancio anche nuove agevolazioni per gli studenti part-time e premi per le migliori start-up realizzate da studenti.

Il documento ricorda infine che il risultato delle azioni avviate nell’ambito della strategia 2015 ha già raggiunto alcuni importanti traguardi: l’approvazione dello Statuto degli studenti, quello del regio decreto che regola l’insegnamento di Medicina (e che porta alla nascita della “Scuola di Dottorato” per promuovere l’occupabilità), il completamento del processo di verifica di tutti i gradi disponibili di bachelor, master e dottorato di ricerca in Spagna, in modo da adeguare il curriculum delle università spagnole al panorama europeo dell’istruzione superiore.