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Il Paese è in grave deficit e a pagare potrebbero pensarci anche gli studenti. Lo hanno comunicato, la scorsa settimana, i governi regionali spagnoli: aumentare le tasse universitarie, infatti, potrebbe essere un modo per colmare il grave deficit con cui la Spagna sta facendo i conti.

La decisione arriva anche a seguito dei dieci miliardi di euro di tagli per il settore della Sanità e dell’Istruzione operati dal primo ministro Mariano Rajoy, che ha recentemente presieduto uno dei consigli dei ministri più caldi degli ultimi tempi della politica spagnola. Per l’esattezza, tre sono stati i miliardi tolti al mondo dell’Istruzione e ben sette alla Sanità publica. Preoccupati dal rischio di un ulteriore aumento delle tasse, gli studenti sono già sul piede di guerra.

Secondo quanto dichiarato da Montserrat Gomendio, segretaria per l’Educazione, le ragioni potrebbero essere autorizzate ad aumentare le tasse universitarie e gli studenti si troverebbero a pagare il 25 per cento del costo dei loro studi, contro il 15 per cento attuale. Inoltre, una volta ottenuta l’approvazione del governo nazionale, le regioni avranno la possibilità di aumentare il numero di studenti presenti per aula del 20% e, di conseguenza, di modificare il carico di ore di lavoro per gli insegnanti.

In tutto 17, le regioni autonome spagnole gestiscono circa il 50% della spesa pubblica e sono responsabili delle spese per istruzione e sanità. Stando agli ultimi aggiornamenti, il governo nazionale, inoltre, vorrebbe affidare loro anche le spese relative ai farmaci prescrivibili solo dietro ricetta medica. La riforma prevede infatti che i cittadini contribuiscano al pagamento dei medicinali secondo il reddito da loro dichiarato

Numerose le proteste che, si prevede, potrebbero arrivare dal mondo universitario e studentesco. Uno sciopero generale aveva già colpito alcune grandi aziende lo scorso 29 marzo: scarsa però era stata la partecipazione della popolazione, preoccupata dall’alto tasso di disoccupazione, che sfiora il 23 per cento. Gli studenti spagnoli manifestano da mesi la loro contrarietà all’austerity e alle misure introdotte dall’attuale governo di centrodestra: le manifestazioni, organizzate in varie città iberiche, in alcuni casi si sono anche trasformate in violenze e gravi scontri con la polizia.