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Poco dopo il suo insediamento, il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini aveva prospettato l’eventualità di un ritorno del bonus maturità. L’ipotesi, però, non piace alla maggioranza dei lettori che hanno risposto al sondaggio proposto da Universita.it. Per quest’anno, comunque, si può stare tranquilli: i test di ammissione 2014 per i corsi a numero programmato a livello nazionale partiranno la settimana prossima e non è previsto alcun ritorno del punteggio aggiuntivo che premia chi ha un curriculum scolastico più brillante.

Al sondaggio proposto da Universita.it ai suoi lettori hanno risposto in 871. La domanda posta era: “Il ministro Giannini è favorevole al ritorno del bonus maturità. Che ne pensi?”. Tra le due possibili opzioni – “Sono d’accordo”, “Non sono d’accordo” – ha prevalso la seconda, che è stata selezionata da 599 votanti, pari al 68,8 per cento del totale. Il consenso per una possibile reintroduzione del punteggio aggiuntivo è stato invece espresso da 272 lettori, cioè il 31,2 per cento.

I risultati del sondaggio sono piuttosto netti e segnalano che la maggioranza dei votanti ritiene che le graduatorie per l’ammissione ai corsi di laurea a numero programmato a livello nazionale debbano basarsi esclusivamente sulle performance fatte registrare dai candidati nei test. L’idea del bonus maturità, per contro, nasce dalla volontà di valorizzare il percorso scolastico pregresso, premiando chi si è distinto per il proprio impegno e la propria preparazione già alle superiori. Con il bonus, quindi, a parità di risultati raggiunti nella prova, avrebbe un vantaggio chi ha riportato un voto di maturità più alto, cosa che sembra non piacere alla maggior parte dei lettori di di Universita.it.

Probabilmente, a pesare sul giudizio che i votanti hanno espresso, però, sono state anche le travagliate vicende dell’anno scorso, che hanno costretto a una serie di modifiche del meccanismo di calcolo del bonus maturità, le quali non hanno fatto altro che inasprire ancora di più le polemiche per le presunte disparità nell’attribuzione del punteggio (assegnato, in un primo momento, secondo il discusso criterio dei percentili). Un autentico polverone culminato nell’abolizione del bonus a prove già in corso, che ha poi portato all’ammissione in soprannumero degli esclusi.