riforma laurea in giurisprudenza

I lettori di Universita.it bocciano la sentenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo che ha assolto il numero chiuso, giudicato non lesivo del diritto allo studio. In accordo con le associazioni studentesche e il Codacons, la stragrande maggioranza degli utenti che hanno risposto al sondaggio pensa che la decisione della Corte non sia accettabile e che l’accesso programmato limiti la libertà di scegliere cosa studiare.

Ben l’80 per cento dei partecipanti al sondaggio ritiene il numero chiuso ingiusto e si dichiara contrario alla decisione della Corte europea di Strasburgo, che ha rigettato il ricorso di otto italiani stabilendo che la programmazione degli accessi per alcune facoltà e corsi di laurea è legittima e non viola il diritto allo studio sancito dalla Convenzione europea dei diritti umani. “Non è vero: il numero chiuso lede il diritto di scegliere liberamente cosa studiare”, è stata la risposta dei nostri lettori.

Va però sottolineato che il 20 per cento dei lettori di Universita.it è comunque favorevole alla sentenza della Corte europea. La loro risposta è stata: “Sono d’accordo: l’accesso a certe facoltà deve essere riservato solo ai migliori”. Questo fa intuire che ci sono anche dei difensori delle barriere all’entrata per certe professioni, i quali forse temono che aprendo le porte a tutti gli aspiranti anche le lauree più ‘forti’ possano divenire inflazionate e che ci siano ripercussioni negative sulle percentuali di inserimento lavorativo.

Insomma, l’esito del sondaggio è chiaro e non lascia spazio ad interpretazioni, anche se non manca di offrire spunti di riflessione, soprattutto perché il tema scelto è sempre molto attuale e controverso. Intanto, la battaglia per l’abolizione del numero chiuso – che da anni oppone i governi che si sono succeduti alle associazioni studentesche e a quelle dei consumatori – ha subito una battuta d’arresto con la sentenza della Corte europea, ma va avanti. E tra class action, ricorsi al TAR e alla Corte Costituzionale, c’è da scommettere che sarà ancora lunga.