Doppia inchiesta sull'universita di Siena

Sono 18 e non 23 gli indagati per il buco da 200 milioni di euro che vede da alcuni anni l’Università di Siena al centro di una inchiesta giudiziaria chiusa dalla procura il 10 novembre scorso. Altra indagine, altra bufera: dieci sarebbero i nomi degli indagati in una seconda vicenda legale per presunte irregolarità nelle elezioni del rettore svoltisi nel 2010.

In merito all’inchiesta sul crack finanziario, sarebbero stati dunque errati i numeri riportati (23 avvisi di garanzia) da La Nazione di Siena, cui le indiscrezioni diffuse la settimana scorsa sono valse una perquisizione per l’ipotesi di reato di rivelazione di segreto d’ufficio. A smentirli è una nota ufficiale diffusa da procura e Guardia di Finanza. I 18 indagati “sono accusati a vario titolo – si legge – di aver gonfiato i bilanci per far apparire sano lo stato di salute dell’ateneo, contabilizzando residui attivi inesistenti per decine di milioni”. Gli accusati avrebbero inoltre sottratto beni e denaro di proprietà dell’ateneo anche a per fini personali, contribuendo a svuotare le casse dell’università.

Tra 27 le persone inizialmente coinvolte nella vicenda, vi sarebbero – oltre ai 18 ufficialmente indagati – altri nomi la cui posizione sarebbe stata separata ed ancora sotto la lente dell’autorità giudiziaria per ulteriori verifiche, coperte da segreto investigativo.

Tutta un’altra storia quella alla base dell’indagine che riguarda l’elezione del rettore Angelo Riccaboni, il 21 luglio del 2010. In questo caso il reato ipotizzato sarebbe quello di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.  Sotto accusa in questo caso ci sarebbero alcuni componenti del seggio elettorale e i componenti della commissione elettorale. Sarebbero state infatti riscontrate delle irregolarità nelle procedure di identificazione dei votanti ai seggi in occasione del ballottaggio. Dettagli non di poco peso se si considera che la tornata è stata vinta per una manciata di voti da Riccaboni, eletto con 373 voti contro i 357 del rettore uscente Silvano Focardi (28 le schede bianche e 19 le nulle).