Protesta studenti sfigati

Il viceministro del Lavoro Michel Martone definisce “sfigati” i laureati over 28 e in Rete scoppia la polemica del mondo politico, dei movimenti giovanili e delle associazioni studentesche. La gaffe è arrivata con la sua prima uscita pubblica il 24 gennaio, quando Martone ha dichiarato: “Se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato. Bisogna dare messaggi chiari ai giovani”.

Le scuse e la rettifica arrivano subito dopo: “Ci tengo a chiarire che non mi riferivo a tutti quei ragazzi che per necessità, per problemi di famiglia, di salute, o perché devono lavorare per pagarsi gli studi, sono costretti a laurearsi fuori corso”. Il viceministro, insomma, ce l’aveva con i soliti “bamboccioni“. “Dieci anni per una laurea quinquennale sono troppi” chiosa.

Nonostante la marcia indietro, però, sui social la pioggia di critiche e proteste non è stata più arginabile: gli hastag #martone e #sfigato sono diventati due dei principali trend topic su Twitter e #sfigato è stato tra i più usati al mondo, tanto che alcuni utenti americani hanno chiesto cosa significasse.

Ma al di là della condanna mediatica, la dichiarazione di Martone appare ingiustificata se si guarda ai dati dell’ultimo rapporto Almalaurea, secondo il quale tra i 192 mila laureati del 2010 l’età media della laurea triennale è 25,9 anni, mentre è di 27,5 anni per quella specialistica; entrambi i dati si contraggono, rispettivamente a 23,9 anni e 25,1 anni, al netto dell’immatricolazione ritardata, cioè considerando solo chi si è iscritto all’università a 19 anni. Dei 192 mila, gli studenti lavoratori sono il 10 per cento e conseguono il titolo a 30,5 anni.

L’indagine, in riferimento ai laureati nel 2001, dimostra anche che la media dei 28 anni appartiene agli studenti pre-riforma “3+2″. Le nuove generazioni dunque hanno accelerato i tempi. Qualcuno ha twittato: “Ma se dopo esserti laureato a 23 anni, a 28 sei al decimo stage, chi è lo sfigato?”. La realtà è più amara delle dichiarazioni infelici.