Miur

Già selezionati e pronti per mettersi all’opera i sei collaboratori under 40 voluti come consiglieri dal ministro Profumo per rinnovare organizzazione e processi del Miur. Lunedì 6 febbraio sarà il primo giorno di lavoro al ministero dell’Istruzione per Arianna Bassoli, Lorenzo Benussi, Dario Carrera, Donatella Solda Kutzmann, Damien Lanfrey, Stefania Milan.

I sei giovani professionisti, tre dei quali richiamati dall’estero per dedicare parte del loro tempo a questa nuova esperienza, porteranno nell’intenzione del ministro una ventata di innovazione: dal maggior ricorso ai social network e alle nuove tecnologie al miglioramento dell’informazione nei confroti dei 30 milioni di italiani che a vario titolo si interfacciano con il dicastero, fino alla pubblicizzazione e valorizzazione dell’enorme mole di dati a disposizione del Miur.

Non a caso il ministro ha richiesto nel bando pubblico che i candidati fossero in possesso di un dottorato di ricerca su nuovi media, e-government, open data, social innovation. Insomma, Profumo poteva scegliere tra le sue conoscenze ma ha preferito aprire le porte a candidati che avessero i requisiti giusti per intervenire sulle priorità che si è dato il ministero, come ad esempio la messa a punto del portale unico dell’offerta formativa e il lancio on line della consultazione pubblica sul tema del valore legale della laurea.

L’incarico non prevede stipendi stellari – 48 mila euro lordi per due dei sei consiglieri e circa la metà per altri quattro – ed è “a tempo determinato“, come d’altro canto il ministro e il governo dei tecnici che lo ha espresso. Ai collaboratori under 40 ora la sfida di “svecchiare” il dicastero e avvicinarlo alle esigenze degli utenti anche attraverso le nuove tecnologie.

Intanto il ministro è così soddisfatto dell’esperienza della selezione pubblica che annuncia di voler dare una possibilità anche ad altri partecipanti al bando (600 in totale coloro i quali hanno inviato curriculum e lettera di motivazione) di essere coinvolti nelle attività del Miur, e di “mettere a disposizione delle altre amministrazioni i loro curricula, in modo che possano rappresentare il seme del nuovo”.