indagine eurostudent 2015

L’Università di Genova e l’Alma Mater di Bologna dicono addio alle vecchie facoltà e cambiano volto: si riorganizzano in scuole e nuovi dipartimenti, attuando così il nuovo statuto varato qualche tempo fa e richiesto dalla riforma Gelmini. Una vera e propria rivoluzione, che vede lo stravolgimento dell’assetto tradizionale a cui finora si era abituati.

“È un risultato importante i cui benefici si avvertiranno da subito”, avvisa il rettore dell’Università di Genova, Giacomo Deferrari. L’ateneo genovese è quello che ha provveduto per primo alla sua riorganizzazione, a cui si è giunti con “qualche resistenza, ma con una condivisione sostanzialmente unanime”. Le vecchie facoltà sono sostituite da cinque scuole, più precisamente da Medicina, Politecnica, Matematica e Scienze Naturali, Umanistica e Scienze Sociali. Inoltre, dai 54 iniziali si passa a ventidue dipartimenti.

L’Università di Genova ha unificato attività scientifiche e didattiche nelle nuove strutture e, così procedendo, ha ottenuto un consistente contenimento della spesa. Questa trasformazione sarà completata entro aprile: tra pochi giorni si riunirà il Senato accademico per approvare in via definitiva il nuovo assetto. La riorganizzazione comporterà anche una serie di rinnovi e revisioni di cariche e ruoli. Dopodiché, già dal prossimo anno accademico si potrà operare secondo le nuove modalità.

L’Università Alma Mater di Bologna, invece, si riorganizza in undici scuole a cui fanno capo 33 dipartimenti: c’è quella di Agraria e Medicina veterinaria, di Economia, management e statistica, di Farmacia, Biotecnologie e Scienze motorie, di Giurisprudenza, di Ingegneria e Architettura, di Lettere e Beni culturali, di Lingue e letterature, traduzione e interpretazione, di Medicina e Chirurgia, di Psicologia e Scienze della formazione, di Scienze e di Scienze politiche.

A dare il via al nuovo assetto dell’Alma Mater di Bologna, dopo il parere favorevole del senato accademico, è stato il consiglio di amministrazione con 19 sì, 3 no e due persone astenute. Sono state individuate anche le sedi di vicepresidenza delle scuole. Già dal prossimo anno accademico l’ateneo bolognese potrà essere operativo secondo questa riorganizzazione.