scoperto interruttore capace di rigenerare le cellule del cuore

Scoperto un interruttore molecolare capace di far rigenerare le cellule del cuore lesionate dall’infarto o da qualsiasi altra disfunzione cardiaca. Il merito va a un gruppo di ricercatori della Johns Hopkins University, uno dei più prestigiosi atenei degli Stati Uniti: “Sebbene un altro lavoro abbia generato entusiasmo circa la possibilità di trattamento con le cellule staminali, la nostra ricerca – spiega il cardiologo Daniel Judge, direttore del Johns Hopkins Heart and Vascular Institute’s Center for Inherited Heart Disease - indica una direzione completamente diversa da perseguire per riparare dall’interno un cuore danneggiato”.

La scoperta di questo interruttore molecolare in grado di rigenerare le cellule del cuore potrebbe offrire nuove speranze a molti malati. Lo studio americano – i cui risultati sono stati pubblicati su Nature Communications - ha avuto inizio con due fratelli, nati a distanza di anni, ma a cui nelle prime settimane di vita è stata diagnosticata un’insufficienza cardiaca. Uno ha subito un trapianto di cuore a tre mesi, l’altro a cinque mesi. Una volta fatto l’espianto, gli studiosi hanno esaminato i loro vecchi organi malfunzionanti, scoprendo che in essi le cellule cardiache avevano continuato a dividersi anche dopo la nascita, diversamente da quanto solitamente dovrebbe accadere.

Per dare una spiegazione a quest’anomalia, gli studiosi hanno allora preso in esame il genoma dei due fratellini, scoprendo che il gene Alms1 era presente in due copie anomale in ciascun bambino. Ed è così che sono arrivati alla conclusione – confrontandosi anche con i colleghi dell’Hospital for Sick Children di Toronto, in Canada, che avevano rilevato la stessa proliferazione delle cellule cardiache in cinque baby pazienti, tra cui alcuni fratelli – che è in questa mutazione genetica che potrebbe trovarsi l’interruttore molecolare capace di rigenerare le cellule del cuore. La sua presenza, infatti, causa una carenza della proteina che induce le cellule cardiache a smettere di dividersi nei tempi previsti. Un “impazzimento” che causa danni al cuore dei bambini.

Ma la conoscenza precisa del ruolo della mutazione potrebbe aprire la strada a sistemi per favorire la rigenerazione del tessuto del muscolo cardiaco in modo controllato. La strada appare ancora lunga e sicuramente occorrerà fare ulteriori sperimentazioni per convalidare quanto scoperto (finora, ad esempio, sono state fatte alcune ricerche dagli studiosi del Jackson Laboratory nel Maine, che hanno allevato topi transgenici portatori della mutazione in questione). Nonostante ciò, si spera prima o poi di poter aiutare milioni di persone a riprendersi dalle disfunzioni cardiache da cui sono state colpite e che hanno lesionato irreversibilmente il loro cuore.