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Scontri tra studenti ieri all’Università di Tor Vergata, a Roma. Una conferenza dedicata ai popoli identitari e alla questione del Tibet, voluta dagli studenti del Blocco studentesco, era stata appoggiata e organizzata dall’ateneo capitolino in mattinata. Poi la rissa tra alcuni studenti promotori dell’evento e altri che invece fuori dalle aule di Giurisprudenza, dov’era stato organizzato, stavano distribuendo volantini contrari.

A quanto pare non tutti erano d’accordo sulla conferenza che ha coinvolto 250 studenti, e presto la vicenda si è trasformata nell’ennesimo scontro tra fazioni politiche differenti: il “Blocco studentesco” di destra, e i ragazzi del collettivo “Lavori in corso” di sinistra.

Stando alla testimonianza del senatore accademico Sandra Silvestri, che ha parlato alla stampa in difesa degli studenti del Blocco definendo “gravissimo e imbarazzante” l’accaduto, i ragazzi del collettivo avrebbero fatto irruzione in aula “aggredendo verbalmente e fisicamente gli studenti che partecipavano all’iniziativa”.

A prendere le parti degli studenti del collettivo Lavori in corso, invece, è stato direttamente il Prc. Due giovani rapresentanti della Direzione nazionale hanno infatti descritto la dinamica come un’aggressione avvenuta da parte degli studenti del Blocco ai danni dei ragazzi del collettivo. “Non è accettabile – hanno inoltre aggiunto dal Prc – che venga concesso alle organizzazioni neofasciste di tenere iniziative pubbliche dentro le Università pubbliche. Non è accettabile che questi squadristi continuino ad agire indisturbati, a Roma e in tutta Italia. Non è accettabile che queste organizzazioni esistano. Vanno soppresse”.

Si tratta dell’ennesimo caso di scontro violento tra giovani appartenenti a gruppi politici differenti, assai frequenti nella capitale, come in altre città italiane. Sicuramente un segnale evidente di come la politica diventi spesso oggi per i giovani un modo per esasperare i conflitti piuttosto che risolverli.