scontri londra

Dopo la notizia dell’approvazione della legge da cui scaturiranno gli aumenti alle tasse universitarie, le università e gli studenti inglesi sono ancora alle prese con proteste e cortei. Nel corso delle manifestazioni, da cui sono esplosi scontri a Parliament Square, sono rimasti feriti dodici poliziotti e 43 manifestanti, hanno comunicato le autorità, mentre ci sono stati finora una trentina di arresti.

A margine della votazione infatti gruppi di studenti avevano fatto irruzione nella sede del ministero del Tesoro, prendendo poi come obiettivo l’auto su cui viaggiavano, di ritorno dal teatro, il principe Carlo e la sua consorte Camilla, mentre altri studenti occupavano alcuni locali della National Gallery.

Intanto a Londra si accendono le polemiche sull’operato delle forze dell’ordine, e il capo della polizia ha annunciato l’avvio di inchieste approfondite sull’accaduto, soprattutto in riferimento alla dimostrazione degli studenti nei confronti dell’auto del principe Carlo, una misura richiesta dai Conservatori. Commenti ironici, che suonano un po’ stonate in questi giorni di dissenso per l’università, arrivano dalla duchessa Camilla che, parlando della sua esperienza nell’episodio ha detto “c’è una prima volta per tutto”.

Il ministro dell’Università, David Willets, ha invece preso le difese delle forze di polizie ma allo stesso tempo senza richiamare dirette responsabilità sugli studenti stessi. “La polizia si è trovata in serie difficoltà  – ha dichiarato – ed è stata oggetto di attacchi. Non eravamo lì e non è il caso di criticare gli agenti. Era in corso una manifestazione pacifica in cui tra migliaia di studenti innocui v’era un gruppo di violenti”.