un programma per scienze umane e sociali in horizon 2020

Ora anche le scienze umane e sociali sono state inserite fra le sfide di Horizon 2020 (Orizzonte 2020), il programma dell’Unione Europea per il finanziamento della ricerca e dell’innovazione nato con l’obiettivo di portare la spesa per ricerca e sviluppo al 3 per cento del PIL entro il 2020.

La decisione di dare alla ricerca umana e sociale pari dignità di quella scientifica e tecnologica è stata presa recentemente dalla Commissione Europea, dopo un’intensa attività di lobby da parte di enti come la Lega delle Università di Ricerca (LERU) e l’Alleanza Europea per le Scienze Sociali e Umanistiche. Tra questi, l’organizzazione Net4society aveva anche raccolto 25.855 firme per una lettera aperta che metteva in luce il ruolo delle scienze umane e sociali nelle grandi sfide che la società europea si troverà ad affrontare in futuro.

L’Europa in un mondo che cambia“, questo il nome del programma di ricerca umana e sociale dell’UE incluso in Horizon 2020, dovrà affrontare questioni importanti quali l’occupazione e l’educazione, la riduzione del benessere e la necessità di trovare stili di vita sostenibili, ma anche la povertà e la redistribuzione della ricchezza sullo scacchiere mondiale con le conseguenze che un tale cambiamento porterà nella vita dei singoli.

Nel programma anche la comprensione delle culture per una società che diventa sempre più multiculturale e multirazziale, così come il coinvolgimento di istituzioni come musei, archivi e biblioteche per la creazione e la veicolazione di cultura.

La decisione della Commissione Europea di includere le scienze umane e sociali in Horizon 2020 è stata accolta con grande entusiasmo dal mondo accademico europeo. Jo Ritzen, Rettore dell’Università di Maastricht e in precedenza anche ministro dell’Istruzione olandese, ha affermato che la direttiva è arrivata al momento giusto, mentre Sverker Sörlin del Royal Institute of Technology di Stoccolma ha puntualizzato che gli studiosi del settore dovranno ora pensare in modo più strategico circa l’utilità sociale del loro lavoro.

Della stessa opinione è anche Katrien Maes del LERU secondo cui le scienze umane e sociali vanno integrate non solo in Horizon 2020, ma anche in tutte le sfide dell’Europa di domani. Una fra tutte, a detta del Rettore Ole Petter Ottersen dell’Università di Oslo, è la definizione del concetto di sicurezza e di pregiudizio. Secondo Ottersen, infatti, “la perversione della storia ben rappresentata da persone come Anders Breivik [ndr: il responsabile del massacro Utoya del 22 Luglio 2011] sarà difficile in una società con una buona conoscenza della sua storia e della conoscenza culturale”.