classifica Censis area socio-politica 2016

Per studiare Scienze Politiche la migliore facoltà è quella dell’Università di Bologna con sede a Forlì, che ha ottenuto un punteggio di 102,5 nella classifica Censis-Repubblica 2012, conseguendo voti ottimi in tutti i parametri considerati: dai rapporti internazionali (110), alla produttività (108), passando per la didattica (97) e infine la ricerca (95).

Al secondo e al terzo posto in classifica si sono collocate l’Università di Siena, che riporta un punteggio medio di 100,8 e guadagna due posizioni rispetto al 2011, e l’Università di Trieste (99,5), che perde il primato conquistato l’anno scorso.

Più in basso troviamo l’Università di Pavia, quella di Padova, gli atenei di Genova, Perugia, Milano, Macerata e Sassari, la Tuscia di Viterbo, l’Università di Teramo, quella della Calabria e l’Orientale di Napoli. Punteggi medi sono stati ottenuti dall’Università di Catania, dalla Federico II di Napoli, dall’Università di Firenze, dall’Università Roma Tre, dall’Università del Piemonte Orientale, da quella di Torino, dalla Sapienza di Roma e dagli atenei di Messina, Cagliari, Urbino e Salerno.

Le ultime tre posizioni nella classifica Censis 2012 delle facoltà di Scienze Politiche sono occupate dalle università di Bari, Palermo e Pisa.

L’identikit del laureato in Scienze Politiche. L’indagine Almalaurea del 2011 sui laureati di primo livello rivela una prevalenza di studentesse (per il 61,1 per cento), con un background scientifico (29 per cento), tecnico (28 per cento), classico (15,8 per cento), o di altro tipo (27,2 per cento). Molto sono gli studenti che riescono a sostenere gli esami in tempo (il 32,9 per cento), nonostante permanga una buona quota di fuoricorso (31,6 per cento).

Sbocchi professionali. Grazie all’ampia varietà di materie che compongono i piani didattici della laurea in Scienze Politiche – economia, legge, storia, sociologia, statistica, linguistica, politologia, ecc. – numerose sono le prospettive occupazionali dei laureati in questa disciplina. Si va dall’impiego nella Pubblica Amministrazione centrale o locale, al settore bancario e finanziario, dalle organizzazioni per l’ambiente e il territorio, ad enti di ricerca, organizzazioni politiche o sindacali, enti non governativi o di mediazione culturale. Altre possibilità di carriera riguardano l’ambito diplomatico all’interno di consolati, organismi dell’Unione Europea o organizzazioni internazionali, nonché il settore giornalistico.