Scienze politiche

102,9 per Trieste (che primeggia anche tra le facoltà di Farmacia) e 101,7 per Forlì. Performance elevate per entrambi gli atenei nella classifica Censis 2011 delle migliori facoltà di Scienze politiche, con quello romagnolo che cede il primato a quello friulano. Scienze politiche è una facoltà multidisciplinare, dove si spazia dalla storia alla statistica, e da dove si può sbarcare in testate giornalistiche, enti pubblici e privati, ong o addirittura corpi diplomatici e organismi sovranazionali.

Per questo molto importante nel valutare l’ateneo presso cui intraprendere gli studi è l’aspetto legato ai rapporti internazionali che è in grado di intessere. Non a caso la facoltà triestina fa registrare un punteggio di 104 su 110 nella “specialità”, con il punteggio massimo (110) in produttività, 101 per la didattica e 97 per la ricerca. 110 punti su 110, invece, la facoltà di Scienze politiche di Forlì dedicata a Roberto Ruffilli se li aggiudica per l’internazionalizzazione, poi 106 per la produttività, 96 per la ricerca e 95 per la didattica.

Terza posizione, stabile rispetto al 2010, per l’Università di Pavia, con 97,3 punti: 92 per i rapporti internazionali, 90 per la produttività, 101 per la ricerca e 106 per la didattica. Tutti e tre gli atenei sul podio fanno registrare un rating “tripla A“, segno della stabilità con cui da anni si attestano ai primi posti della graduatoria stilata dal Censis. Siena, Perugia, Bologna, Tuscia, Genova, Firenze e Milano Statale occupano dalla quarta alle decima posizione.

E se Roma tre è al 15esimo posto, giusto a metà classifica, le università di Torino (20esima), Napoli Federico II (23esima), Roma La Sapienza (24esima) sfiorano la “zona retrocessione”, mentre a parte Parma non valutata si posiziona in fondo al 29esimo posto Bari, preceduta da Palermo, Messina, Catania e Pisa.