classifica censis 2012 facoltà di scienze della formazione

La migliore facoltà di Scienze della Formazione d’Italia si trova all’Università di Udine, che nella classifica Censis-Repubblica 2012 ha riportato un punteggio medio di 108,3, confermando il primato ottenuto già nei tre anni precedenti. Eccellenti sono stati i voti assegnati all’ateneo friulano in tutti i parametri considerati: 110 per produttività e rapporti internazionali, 108 in didattica e 105 in ricerca.

Al secondo e al terzo posto si sono classificate l’Università di Modena e Reggio Emilia (96 punti), salita dal 3° posto del 2011 al 2°, e l’Università di Genova, che guadagna anch’essa una posizione e ottiene 93,3 punti.

Ai piedi del podio troviamo l’Università di Perugia, arretrata di 2 posizioni in confronto al 2011, e quella di Verona, che invece ha fatto un balzo in avanti di ben 8 posti. Nella zona centrale della graduatoria si posizionano Macerata, Padova, Milano-Bicocca, l’Università del Salento, Bologna e Cagliari. Più in basso ci sono l’Università Roma Tre e gli atenei di Trieste, Bergamo, Palermo, Urbino, Catania, Firenze, Bari e Salerno.

Sono risultate ultime nella classifica Censis 2012 delle facoltà di Scienze della Formazione l’Università di Chieti e quella di Messina.

L’identikit del laureato in Scienze della Formazione. L’indagine Almalaurea del 2011 sui laureati di primo livello conferma un dominio pressoché totale delle studentesse, che rappresentano ben l’86 per cento degli iscritti. I diplomi di provenienza sono scientifici (19,3 per cento), tecnici (22 per cento), classici (10,9 per cento) o di altri indirizzi (47,6 per cento). Un buon 33,3 per cento degli studenti riesce a sostenere gli esami nei tempi prefissati, anche se numerosi sono i fuoricorso (41 per cento).

Sbocchi professionali. La laurea in Scienze della Formazione consente di inserirsi nel settore della formazione, dell’educazione e del servizio sociale. È possibile trovare impiego in qualità di insegnante presso scuole dell’infanzia o elementari, oppure come educatore e animatore socio-educativo in strutture che offrono servizi sociali, sanitari e culturali, o si occupano di attività ricreative o sportive. Infine, i laureati potranno lavorare come operatori dell’integrazione culturale o formatori, anche con l’ausilio delle tecnologie multimediali.