test d'ammissione Scienze Formazione primaria 2015

Volete studiare Scienze dell’Educazione e della Formazione? La scelta giusta, secondo la classifica Censis-Repubblica 2013, è iscriversi a Macerata. Con 106,5 punti di media, infatti, l’ateneo marchigiano guida la graduatoria di quest’anno, precedendo l’Università di Urbino – che guadagna numerose posizioni rispetto al 2012 ed è seconda con 106 punti – e quella di Bologna, che con una media di 102,5 si ferma sul gradino più basso del podio.

Dopo il terzetto di testa, nella classifica Censis per l’area di Scienze della Formazione 2013 si piazzano le università di Siena (96), Torino (94,5), quella della Calabria e quella di Genova (seste a pari merito con 93 punti) e l’Università di Verona (90,5). Al nono posto ci sono “La Sapienza” di Roma, l’Università di Padova e quella di Modena e Reggio Emilia, che ottengono 90 punti. Al centro della classifica Censis per l’area di Scienze della Formazione 2013 ci sono, invece, gli atenei di Sassari (89,5), Milano-Bicocca (88,5), Cagliari (86,5), Firenze (86), L’Aquila (85,5), Ferrara (85), le università di Chieti e Pescara e Roma “Tor Vergata” (appaiate con 83,5 punti di media) e gli atenei di Bari e Trieste, ventesimi a pari merito con 83 punti.

La seconda parte della classifica Censis per l’area di Scienze della Formazione 2013 è occupata dall’Università del Salento (82,5), dagli atenei di Parma e Bergamo (ventitreesime con una media di 82), Roma Tre (80,5), Perugia (77,5), Catania (77), Cassino (76,5) e Palermo (76). Infine, le ultime tre posizioni della classifica Censis per l’area di Scienze della Formazione 2013 si sono piazzate, nell’ordine, l’Università di Foggia (73), quella di Messina (67) e quella di Salerno (66,5).

La classifica Censis per l’area di Scienze della Formazione 2013 non è stata stilata per facoltà, poiché queste strutture sono state abolite con la legge n. 240 del 30 Dicembre 2010. La valutazione – espressa in punteggi compresi tra 66 e 110 – ha interessato, invece, i corsi di laurea triennale appartenenti alla classe di Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19). I parametri considerati dal Censis per formare la graduatoria sono: ricerca, produttività scientifica, rapporti internazionali e progressione di carriera degli studenti.

L’identikit del laureato in Scienze della Formazione. Secondo l’indagine svolta da AlmaLaurea sui laureati triennali del 2012, c’è un netto predominio delle donne (92,6 per cento) e di coloro che provengono dal liceo socio-psico-pedagogico (40,7 per cento). Il tasso di coloro che hanno terminato gli studi entro la durata legale del corso è pari al 42,9 per cento, mentre il rimanente 62,6 per cento ha concluso il percorso almeno un anno fuori corso.

Sbocchi professionali. Una laurea in Scienze della Formazione Primaria ha come sbocco naturale l’insegnamento nella scuola dell’infanzia o in quella elementare. I laureati in altre discipline dell’area di Scienze dell’Educazione e della Formazione possono, invece, insegnare discipline socio-psico-pedagogiche negli istituti superiori o trovare impiego presso enti pubblici e privati che si occupano di formazione permanente ed educazione degli adulti oppure formazione professionale, lavorare nei centri per l’impiego o operare nell’ambito dei servizi sociali o di quelli per l’orientamento.