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È giallo all’Università Sapienza di Roma dove nella sera scorsa è stato ritrovato in fin di vita un giovane studente di 25 anni, precipitato da una scala antincendio della facoltà di Lettere e filosofia . Prontamente soccorso dagli studenti che si trovavano sul luogo allertati dal rumore della caduta, e trasferito con urgenza al policlinico Umberto I, il ragazzo è morto mentre i medici cercavano di rianimarlo.

Si chiamava Fabio Andreoli ed era iscritto alla facoltà di Ingegneria, e secondo le prime dichiarazioni della famiglia il ragazzo in passato aveva sofferto di depressione. Tra le ipotesi più accreditate che hanno scatenato l’episodio ci sarebbe quindi l’ipotesi del suicidio che tuttavia non è ancora stata confermata.

A comunicare lo stato di Fabio agli agenti di polizia intervenuti sul posto è stato il padre, che ha reso noti i problemi di depressione del ragazzo nell’ultimo periodo. Nel frattempo tuttavia non si escludono altre ipotesi, e la polizia scientifica e gli investitgatori intervenuti stanno cercando di ricostruire la vicenda, raccogliendo le testimonianze dei ragazzi presenti in ateneo verso l’ora dell’accaduto, le 19,30.

Nell’orario serale infatti la facoltà è molto poco frequentata se non semi-deserta, e la sorveglianza non ha trovato nessuno nell’edificio dopo l’accaduto, solo alcuni studenti avrebbero notato una ragazza allontanarsi e fuggire dal corpo del ragazzo, e si pensa che Fabio possa aver discusso con lei prima di compiere il gesto.  Se l’ipotesi di suicidio venisse confermata, questo episodio si andrebbe a sommare ai casi degli altri studenti suicidi morti negli ultimi mesi, ultimo caso più recente quello di Norman Zarcone, dottorando in Filosofia del Linguaggio morto suicida a Palermo presso la facoltà di Lettere. Un caso, quello di Norman, che ancorta fa discutere, in questi giorni il padre dello studente, Claudio Zarcone, prosegue infatti lo sciopero della fame per protestare contro la mancata attuazione dell’intitolazione dell’aula dell’Università di Palermo che era stata promessa in memoria di Norman. “Ho ricevuto – ha dichiarato l’uomo – la telefonata dell’assessore Mario Centorrino, il quale, esortandomi a smettere dal digiuno volontario, mi ha commosso per la sua sensibilità e partecipazione umana”.