Ministro Sacconi, allarme terrorismo

Tenere alta la guardia, perché il terrorismo può tornare. Questa la sintesi della nota con cui nelle ultime ore il ministro del lavoro Maurizio Sacconi ha rilanciato l’allarme già sollevato affrontando le polemiche intorno ai “licenziamenti facili”. Parole che hanno fatto discutere e che il ministro decide di ribadire, chiamando in causa anche l’università e il sistema di formazione.

Sebbene in queste ore i servizi di prevenzione sembrino smentire l’ipotesi di una imminente situazione eversiva, Sacconi torna sull’argomento parlando non già di minacce terroristiche immediate, ma di un contesto favorevole alla loro crescita, anche all’interno di scuole e università, come già accaduto negli anni Settanta. “I terroristi e i violenti organizzati in Italia, come dimostrano i decenni tristi che abbiamo vissuto, non sono venuti da Marte: li abbiamo allevati nelle nostre scuole, nelle nostre università, nelle nostre case. E con molta tolleranza politica, culturale, istituzionale.”

Il ministro torna anche sui fatti avvenuti due settimane fa a Roma, quando la manifestazione di centiaia di migliaia di cittadini indignati è stata scossa da violente azioni di piazza da parte di frange violente. “Quello che è successo a Roma il 15 ottobre scorso è sì sintomo di insofferenza giovanile, ma indica anche che in Italia sono al lavoro nuclei organizzati che operano clandestinamente per trasformare il disagio giovanile in rivolta”.

Secondo il ministro, dunque, il tono del dibattito politico anche attraverso l’uso di termini allarmanti come “macelleria sociale” non farebbe altro che rinfocolare l’antico virus dell’eversione armata, ancora presente nella pancia del Paese. “Non è necessario temere un ritorno all’eversione di massa degli anni Settanta, per paventare che un dibattito politico manicheo ed esasperato come quello dei giorni nostri possa produrre un “contesto” nel quale un gruppetto sparuto di esagitati possa tentare di eliminare il “nemico dei lavoratori ” di turno”.

Dichiarazioni che rimbalzano sui media, dove si moltiplicano i commenti sulla non opportunità di evocare presagi di questo tipo. E voi, che nelle università ci vivete, avete sentore di nuovi anni di piombo all’orizzonte?