Studenti universitari Russia

All’interno della classifica delle prime 100 migliori scuole del mondo, stilata dal Times Higher Education non compare nemmeno un ateneo russo. Così, in Russia, la classifica decidono di farsela da soli. Lo ha annunciato Andrei Fursenko, ministro dell’Educazione, sottolineando la volontà del Paese di creare un proprio ranking, che sarà “internazionale e riconosciuto universalmente”.

La continua fuga dei cervelli, soprattutto di quelli più brillanti, verso i Paesi occidentali, unita ad un sistema di formazione superiore che fa ancora i conti con il post-sovietismo, indebolisce l’attuale offerta scolastica ed accademica del Paese, portando alla luce numerose lacune e difficoltà. Come spiega Phil Baty, redattore delle classifiche del Times Higher Education, “la Russia ha avuto diversi dibattiti al suo interno che hanno coinvolto la comunità accademica”.

Basate sulle risposte di più di 17.000 accademici, scelti in parte attraverso i dati dell’Unesco relativi alla distribuzione geografica dei professori nel mondo, le classifiche del Times che indicano gli atenei con la migliore reputazione vengono accusate dalla Russia di essere monopolizzate e corrotte. Un giudizio alimentato dalla predominanza, al loro interno, di università per lo più statunitensi: dati scomodi per il rivale colosso dell’Est.

Già nel febbraio dello scorso anno, il primo ministro Vladimir Putin aveva invitato il ministro Fursenko a lavorare per la creazione di un ranking “made in Russia” che fosse in grado di valutare le università straniere. Lo stesso Fursenko ha dichiarato di voler investigare sulle ragioni che hanno visto esclusi gli atenei russi dalle classifiche del Times.

L’anno scorso, infatti, la Lomonoscov Moscow State University era stata collocata dal Times al 33° posto, mentre altre due università russe, la Moscow State e la Saint Petersburg State, si erano rispettivamente classificate al 276° posto e al 351° posto.

Ad ogni modo, la situazione universitaria russa è particolarmente problematica e controversa. Pochi sbocchi per i giovani, scarsa qualità dell’offerta formativa, corruzione tra le fila accademiche. Cosi, purtroppo, appare il mondo dell’istruzione del gigante tra i due continenti asiatico ed europeo, schiacciato da un lungo declino dal quale non riesce a risalire.