lis

Una guida disponibile gratuitamente su tablet e smartphone, per consentire alle persone sordomute di visitare Palazzo Massimo e conoscerne la storia e i segreti. Ciò grazie ad un’applicazione realizzata appositamente per loro in lingua dei segni. L’iniziativa parte dall’Università Roma Tre e costituisce una novità assoluta per quanto riguarda i musei pubblici italiani. In realtà, perfino a livello mondiale è possibile trovare pochi casi di questo genere.

Quest’applicazione in lingua dei segni nasce dalla collaborazione e dall’impegno di tre istituzioni pubbliche. Più precisamente, si tratta della facoltà di Ingegneria dell’Università Roma Tre, della Soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Roma, appartenente al ministero per i Beni e le Attività culturali, e dell’Istituto statale sordi che si trova nella capitale.

Grazie all’impegno e alle specifiche competenze di questi tre enti, gli utenti sordomuti avranno la possibilità di visitare il Museo nazionale romano ospitato all’interno di Palazzo Massimo, supportati da una guida a loro “misura”. Una grande opportunità per chi ha voglia di dedicarsi alla conoscenza dell’arte e dell’archeologia. Una volta definita, l’applicazione sarà accessibile sia su Android sia sullo store Apple. Scaricarla sarà semplice e ci si arriverà anche collegandosi agli account delle tre istituzioni che hanno collaborato alla sua realizzazione.

La Soprintendenza per i Beni Archeologici si è occupata di definire il percorso museale e i relativi testi, tradotti poi in lingua dei segni grazie all’aiuto dell’Istituto statale sordi. Anche la grafica e il layout dell’applicazione sono stati accuratamente scelti dalla Soprintendenza, ma questa volta con la collaborazione della facoltà di Ingegneria dell’Università Roma Tre. Quest’ultima ha prestato attenzione a tutti gli altri aspetti tecnici del software e si è occupata di individuare pure il formato dei video in Lis.

La visita guidata effettuata ieri al termine del convegno di presentazione della “app” ha messo in luce l’importanza di garantire la piena accessibilità dei luoghi di cultura nel nostro Paese, anche come strumento di inclusione e integrazione delle persone con disabilità.