Proteste studenti Roma

A Roma la protesta degli studenti bloccati davanti alla stazione Tiburtina dalle forze dell’ordine ha avuto una svolta grazie alla mediazione di alcuni esponenti politici del centrosinistra. La polizia ha fatto uscire gli studenti dal piazzale della stazione Tiburtina a gruppi di 30 con alcuni secondi di distacco tra un gruppo e l’altro: dopo di che i giovani si sono incamminati verso la sede dell’Università La Sapienza per concludere il loro corteo come previsto inizialmente.

Controllati a distanza dalle forze dell’ordine, con un elicottero della polizia a sovrintendere alle operazioni, gli studenti hanno proseguito la loro protesta interrotta in mattinata per l’impossibilità di lasciare la stazione Tiburtina senza che la polizia effettuasse il riconoscimento di chiunque andasse via dal piazzale.

I giovani dopo aver imboccato la via Tiburtina si sono fermati davanti al commissariato San Lorenzo bloccando il traffico, per accertarsi che non fossero rimasti altri studenti nel cordone della polizia davanti alla stazione. Quando dalle forze dell’ordine è arrivata la rassicurazione che tutti gli studenti sono stati lasciati liberi, il corteo si è di nuovo avviato verso piazzale Aldo Moro.

La fermata metro della stazione Tiburtina è stata poi riaperta e davanti al piazzale restano soltanto pochi mezzi della polizia. Alle 15,40 circa gli studenti hanno raggiunto la Sapienza e terminato il corteo si sono riuniti in assemblea.

Le cariche della mattinata (sotto il video del Fatto quotidiano) hanno fatto sì che alla stazione Tiburtina intervenissero per favorire una mediazione numerosi esponenti politici, dal consigliere comunale del Partito democratico Paolo Masini al segretario romano del Pd Marco Miccoli, dino al consigliere regionale di Sel Luigi Nieri e ai senatori Vincenzo Vita (Pd) e Stefano Pedica (Idv).

I rappresentanti delle istituzioni hanno favorito la mediazione con le forze di polizia facendosi garanti del proseguimento pacifico della manifestazione e ottenendo che i giovani circondati dalla polizia alla stazione Tiburtina non venissero identificati.

Sulla vicenda, oltre al presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, si è espresso anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che si è detto dispiaciuto della necessità di un intervento delle forze di polizia e ha ribadito il “massimo rispetto” per la libertà degli studenti di manifestare aggiungendo che questo diritto va contemperato con quello degli altri cittadini di Roma a vivere in una città dove non ci siano continuamente intralci alla circolazione.