Roma per i fuori sede poche residenze e affitti alle stelle

Dura la vita per gli studenti fuori sede a Roma. Le residenze gestite da Laziodisu sono poche e in condizioni pessime, mentre i prezzi degli affitti sono alle stelle. La situazione è così grave che gli inquilini della storica sede di via Cesare De Lollis da Novembre sono in agitazione contro i tagli alle borse di studio (400 in meno per l’anno accademico in corso) e ai posti letto. Nella Capitale solo 1.418 (lo 0,9 per cento) degli oltre 35mila studenti fuori sede sono accolti negli alloggi gestiti dall’ente regionale per il diritto allo studio. Gli altri sono costretti a districarsi nel mondo degli affitti.

La residenza studentesca di via De Lollis ospita 358 studenti, appena lo 0,2 per cento dei 150mila iscritti della Sapienza. I disagi, denunciano i ragazzi che vi abitano, sono molti: un bagno ogni 21 stanze, arredi vecchi e spazi comuni inesistenti. E poi niente cucina: si mangia solo a mensa.

Tra le residenze della Sapienza, la più affollata è però quella di via Domenico De Dominicis (in zona Portonaccio), coi suoi 582 posti letto divisi in appartamenti da 5, 7 o 9. La Casa dello Studente di Portonaccio è stata oggetto di lunghi lavori di ristrutturazione, durante i quali alcuni studenti sono stati trasferiti nei pensionati di via Giacomo De Conti e via Friuli Venezia Giulia, nel quartiere Prenestino. Vi sono poi altre tre residenze universitarie: a via del Macao (45 posti), via del Mandrione (88) e viale Ministero degli Affari Esteri (228).

Nel 2010 è stata inaugurato lo studentato di Valle Aurelia, una struttura efficiente e ben collegata grazie alla Linea A della metropolitana. Troppo poco, però, per rispondere alla crescente richiesta di alloggio proveniente dai fuori sede. Anche perché, tra le promesse non mantenute, che avrebbero dovuto alleggerire il carico delle residenze gestite da Laziodisu, va segnalata la struttura di via del Tecnopolo, nel quartiere Tiburtino.

Questa residenza avrebbe dovuto rappresentare l’eccellenza ed ospitare fino a 1.600 studenti fuori sede. In realtà lo stabile è pronto da un anno ma devono ancora terminare i lavori di rifinitura e mancano le finestre ed è quindi inutilizzabile. La struttura, finanziata da un protocollo di intesa tra l’Università di Tor Vergata e Fabbrica immobiliare, era stata inserita nella programmazione finanziaria 2009/2011 del Comune di Roma ma rischia di veder cambiata la propria destinazione d’uso.

Il problema della casa è per i fuori sede, specie in tempi di crisi, una difficoltà non da poco. Anche perché i canoni per gli affitti non fanno che aumentare. Roma, insieme a Milano, è la città più cara per quanto riguarda gli alloggi per gli studenti. Secondo le associazioni degli inquilini, negli anni ultimi gli affitti riservati agli universitari hanno subito rincari tra il 10 e il 15 per cento, tanto da far schizzare, in zone come Pigneto o Monti Tiburtini, il costo per un posto letto a 400 euro, camere singola 500 e addirittura monolocali con tre posti letto 380 euro ciascuno (per un totale di 1.140 euro al mese).