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Un robot per rivoluzionare il modo di vivere dell’uomo, supportandolo nei vari ambiti della sua esistenza: è ciò che promette il progetto “Robot Companions for Citizens – RoboCom”, guidato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Nei giorni scorsi, la versione definitiva del progetto è stata presentata a Bruxelles, al fine di ottenere un finanziamento dall’Unione Europea. Per sapere se sarà realmente sovvenzionato, però, si dovrà attendere l’inizio del 2013.

RoboCom ha come obiettivo principale quello di attuare un sistema di “welfare sostenibile“, compatibile con l’innalzamento delle aspettative di vita della popolazione, oltre che con il suo progressivo invecchiamento e con l’esigenza di razionalizzare le spese. Inoltre, il robot del futuro realizzato dalla Scuola Sant’Anna assieme all’Istituto Italiano di Tecnologia – entrambi leader nella ricerca scientifica e tecnologica in robotica – vuole essere un aiuto per i medici nella cura di diverse patologie nonché un supporto per l’uomo nella salvaguardia dell’ambiente oppure nel fare lavori che richiedono ancora uno sforzo fisico. Insomma, se finanziato, l’impatto sociale del progetto sarebbe notevole.

Su un totale di 26 partecipanti, RoboCom è l’unico progetto a guida italiana a far parte dei sei finalisti selezionati dall’Unione Europa: solo a due di questi sarà concesso un finanziamento fino a un miliardo di euro ciascuno, da spalmare nell’arco di dieci anni. Se tutto andasse a buon fine, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova potrebbero mettersi a capo di un consorzio costituito da più di 70 tra università e istituti di ricerca europei, oltre che da 140 agenzie pubbliche, istituzioni e industrie internazionali. Tutto ciò a riprova dell’importante ruolo svolto dall’Italia, a livello internazionale, in questo settore high tech.

RoboCom potrebbe rappresentare un’opportunità per costruire una leadership italiana nel settore della ricerca e in quello dell’innovazione europea e mondiale, anche attraverso la partecipazione di altri atenei, di centri di ricerca e di industrie di eccellenza nazionali. Non a caso, lo scorso luglio, tra la scuola toscana e l’istituto genovese è stata sancita una sinergia attraverso un accordo strategico, firmato alla presenza del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo.