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Il progetto Reti amiche, promosso del Governo per facilitare l’accesso dei cittadini alla pubblica amministrazione, riducendo il tempo di attesa e offrendo anche il servizio di pagamento del riscatto di laurea, si è finora rivelato un flop.

I principali partner di Reti amiche, gli uffici postali e sopratutto le tabaccherie, in moltissimi casi non sono ancora stati abilitati a fornire il servizio; il dato riguarda più della metà dei tabaccai italiani.

La media nazionale degli esercizi indicati come “operativi” e che non sono invece in grado di effettuare il servizio del riscatto di laurea è infatti del 65%, con picchi elevatissimi in città come Milano (80%), Genova (90%) o Trento (addirittura 100%).

Questi dati sconfortanti provengono da un’inchiesta curata dall’associazione di lavoratori Acli e dal quotidiano online Il Salvagente, che fornisce anche una risposta della Federazione tabaccai, secondo cui il flop delle reti sarebbe determinato da una carenza di domanda.

Sembra comunque che l’assistenza offerta a chi si reca in tabaccheria per pagare il riscatto di laurea o i contributi per le colf sia pressoché nulla: i gestori delle poche rivendite che permettono il servizio sono liberi professionisti non certo obbligati a fornire informazioni, e spesso non hanno alcuna idea circa gli importi e le rate da pagare, o i documenti necessari.

Per visualizzare i terminali che permettono il pagamento in tabaccheria è necessario aver già visitato il sito di Lottomatica,, dove, alla voce servizi Inps si scopre che per il riscatto della laurea occorre presentare codice fiscale, numero della pratica fornito dall’Inps e quantitativo delle rate da pagare.